La tassazione sui rifiuti; nasce la TARI: gli aspetti generali del nuovo tributo

I commi da 641 a 668, dell’articolo 1 , della legge 27 dicembre 2013, n.147 (cd. Legge di Stabilità 2014) dedicati alla componente diretta alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani, disciplinano l’applicazione della tassa sui rifiuti (TARI) e ne individuano il presupposto, i soggetti tenuti al pagamento, le riduzioni e le esclusioni, riprendendo, in larga parte, quanto previsto dalla normativa vigente in materia di TARES (che viene contestualmente abrogata). La TARI è una articolazione, insieme alla TASI, della componente servizi della nuova Imposta unica comunale, la IUC.
 
L’articolo 14, del decreto-legge n. 201 del 2011 ha istituito, a decorrere dal 1° gennaio 2013, il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, nonché dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. Il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali o accessorie di tutti i locali tassabili (articolo 10, D.L. 35/2013). A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono soppressi tutti i vigenti prelievi relativi alla gestione dei rifiuti urbani, sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, compresa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza.
 
Il comma 641, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014 definisce quale presupposto della TARI il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Vengono invece escluse dalla TARI, in analogia a quanto già previsto per la Tares, le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva.
Si tratterebbe di quelle aree, cosiddette non operative, destinate in modo permanente e continuativo al servizio del bene principale o che abbiano con lo stesso un rapporto oggettivamente funzionale, come ad esempio un giardino condominiale, un cortile, un’area di accesso ai fabbricati civili.
Si ricorda che per l’articolo 1117 del codice civile sono parti comuni dell’edificio:
1) le parti dell’edificio necessarie all’uso comune (il suolo su cui sorge l’edificio, fondazioni, muri maestri, tetti e lastrici solari, scale, portoni di ingresso, portici e cortili);
2) le aree destinate a parcheggio e i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, e i sottotetti destinati all’uso comune;
3) le opere destinate all’uso comune, come ascensori, pozzi, impianti idrici e fognari, per il gas, per l’energia elettrica, per il condizionamento, per la ricezione radiotelevisiva.
 
Quanto al soggetto tenuto al pagamento, il comma 642, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014, ribadisce che la TARI è dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani e che in caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.
 
Il comma 643, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014 , esclude dal pagamento della TARI il detentore per meno di sei mesi nel corso dello stesso anno solare; in tal caso la TARI è dovuta soltanto dal possessore.
 
Il comma 644, dell’articolo 1, della Legge di Stabilità 2014, indica nel soggetto che gestisce i servizi comuni il responsabile del versamento della TARI dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e le aree scoperte in uso esclusivo nel caso di …

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