Il bonus del 50% sull'acquisto di mobili e "grandi" elettrodomestici

la detrazione IRPEF su acquisto di mobili ed elettrodomestici ha avuto una gestazione complessa; nell’ultima versione tale detrazione è svincolata dall’ammontare delle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile

L’art. 16 c. 2 del DL 63/2013 ha introdotto una nuova detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (con determinate caratteristiche) finalizzati all’arredo “dell’immobile oggetto di ristrutturazione” (c.d. “bonus arredamento”). La detrazione in parola, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, doveva essere calcolata su una spesa massima di 10.000 euro, non essendo previsto alcun altro limite (art. 16, comma 2 del DL 63/2013).

 

Con riferimento al limite massimo di spesa detraibile, la legge di stabilità per il 2014, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2013, oltre ad aver prorogato l’agevolazione fino al prossimo 31.12.2014, aveva inizialmente previsto una ulteriormente limitazione alla fattispecie agevolativa, prevedendo che l’importo su cui calcolare la detrazione non potesse essere superiore a quello delle spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile a cui risultavano destinati i mobili ed i grandi elettrodomestici acquistati (art. 1, c. 139 della L. 147/2013). La finalità di detta limitazione era sostanzialmente antielusiva, poiché cercava di prevenire la strumentalizzazione di piccoli interventi edilizi per ottenere un apprezzabile sconto fiscale sul restyling dell’arredamento.

 

Tuttavia, il medesimo legislatore è tornato repentinamente sui suoi passi (tre giorni successivi dalla pubblicazione della manovra) eliminando dal testo normativo la parte che prevedeva, appunto, l’ulteriore limite dell’importo massimo di spesa per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici pari a quello delle spese di ristrutturazione, ripristinando così la situazione originaria (art. 1, c. 2, lett. a, del DL 30 dicembre 2013 n. 151). In altre parole, quindi, non è cambiato sostanzialmente nulla, se non la proroga dell’agevolazione sino al prossimo 31 dicembre 2014. Pertanto, anche per il periodo d’imposta che decorre dal 01.01.2014 al 31.12.2014, sono ancora attuali, ancorché con alcuni piccoli accorgimenti, le precisazioni a suo tempo fornite dall’Amministrazione Finanziaria con la circ. 19.9.2013 n. 29/E.

 

Brevemente si ricorda che tale agevolazione fiscale interessa soltanto i contribuenti (residenti o non residenti nel territorio dello stato) che già possono beneficiare della detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio: gli interventi di recupero sull’immobile, che costituiscono presupposto del beneficio in esame, non si limitano soltanto alla “ristrutturazione edilizia” in senso tecnico, ma comprendono, anche, la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, effettuati sia sulle parti comuni di edifici residenziali che sulle singole unità immobiliari residenziali. L’agevolazione in parola non è però utilizzabile se sono stati eseguiti soltanto degli interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (ad esempio, installazione di un portoncino blindato d’ingresso o di un impianto d’allarme), ovvero finalizzati alla cablatura di edifici. In altri termini, dunque, gli interventi che danno diritto a fruire del bonus mobili sono soltanto quelli che comportano effettivamente lavori edilizi più “pesanti” rispetto a quelli rappresentati dalla semplice cablatura di edifici (lettera g) o dall’installazione della porta blindata d’ingresso (lettera f), poiché l’art. 16, comma 2 del DL 63/2013 fa riferimento “a lavori di ristrutturazione” ed “immobili oggetto di ristrutturazione”.

 

A conferma di tale assunto, la Direzione Regionale del Veneto (nota n. prot. 907- 48973/2013 dell’8 novembre 2013), a seguito di istanza di interpello di un contribuente che intendeva usufruire del bonus mobili, avendo installato un impianto di allarme, ha risposto che quelli indicati nella citata circolare ministeriale n. 29/2013 sono gli unici interventi per i quali è possibile beneficiare della detrazione per…

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