Gli effetti dell’aumento dell’aliquota IVAFE

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 13 gennaio 2014

dal 1 gennaio 2014 è più oneroso detenere attività finanziarie all’estero a seguito dell'incremento aliquota IVAFE dal 1,5 per mille al 2 per mille

Come noto, l’art. 19 co. 18 del D.L. 201/2011 ha istituito, a decorrere dal 2011, un'imposta patrimoniale sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato nella misura dell'1 per mille annuo per il 2011 e il 2012 e dell'1,5 per mille a decorrere dal 2013 del valore delle predette attività finanziarie estero. Recentemente, l’art. 1 c. 582 della Legge di stabilità 2014 è intervenuta sul prelievo in argomento incrementando, a decorrere dal 01.01.2014, l’aliquota IVAFE al 2 per mille annuo.

 

Della nuova maggiore aliquota si dovrà tenere conto, peraltro, già nella prossima dichiarazione dei redditi (Unico 2014 redditi 2013) poiché occorrerà utilizzare detta aliquota ai fini della determinazione dell’acconto dovuto per il 2014. Si rammenta, infatti, che, per il versamento, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso, relativamente imposta sulle attività finanziaria, si applicano le disposizioni previste per l'IRPEF, ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento dell’imposta