Comunicazione dei finanziamenti soci: le sanzioni per l'omesso invio

In data 16.01.2014, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, sul proprio sito internet, le risposte ad alcuni quesiti (FAQ) relativi alla comunicazione dei beni concessi in godimento ai soci o familiari e dei finanziamenti e capitalizzazioni effettuati dai soci o familiari dell’imprenditore nei confronti dell’impresa; adempimento in scadenza il prossimo 31.01.2014, giusta la “proroga dei termini” concessa con il comunicato stampa dello scorso 06.12.2013.
 
Un primo chiarimento attiene l’obbligo di comunicazione per tutti i contribuenti che adottano il regime di contabilità semplificata. Sul punto, viene chiarito che sono esonerati dall’obbligo in commento soltanto i contribuenti che adottano il regime di contabilità semplificata, purché gli stessi non siano dotati di un conto corrente dedicato all’attività di impresa. In altri termini, in presenza di un conto corrente dedicato all’attività, anche le imprese in contabilità semplificata – al pari di tutte le imprese che adottano il regime di contabilità ordinaria – saranno tenute (ovviamente al ricorrere dei relativi presupposti) all’adempimento in commento. Rientrano, peraltro, nell’ambito applicativo dell’esonero, se utilizzano un conto corrente dedicato, anche le imprese che adottano uno dei previsti regimi contabili agevolati: il regime di vantaggio (art. 27, cc. 1 e 2, del D.L. n. 98 del 2011), il regime contabile agevolato (art. 27, c. 3 e seguenti, del D.L. n. 98 del 2011) ed il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13 della legge n. 388 del 2000).
 
Un secondo quesito attiene la conferma circa l’esclusione dall’obbligo di comunicazione nelle ipotesi in cui, a seguito dell’utilizzo di un determinato bene dell’impresa, non vi sia imponibilità in capo al socio utilizzatore conseguente al maggior reddito a lui imputato scaturente dall’indeducibilità dei costi dei beni concessi in uso. Sul punto, tenuto conto di quanto già chiarito al punto 2.1 del provvedimento direttoriale del 02.08.2013 (prot. n. 2013/94902), viene ribadito che non occorre fare alcuna comunicazione per i beni concessi in uso da società di persone se il reddito del socio è assorbito dai costi indeducibili che gli vengono imputati per trasparenza. In altri termini, quindi, nessuna comunicazione deve essere trasmessa (oltre che nei casi in cui il corrispettivo è almeno pari al valore di mercato dell’utilizzo) da parte delle società di persone (o delle S.r.l. trasparenti) se non emergono differenze tra il corrispettivo pattuito, incrementato della quota di costi indeducibili attribuita al socio per trasparenza, e il corrispondente valore normale. In questi casi, infatti, come già precisato dalla circolare ministeriale n. 36/E/2012, nessun reddito diverso deve essere dichiarato dal socio.
 
Nelle risposte in esame viene ribadito che il modello in oggetto, al pari di quello polivalente (ai fini della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA), non è modello di dichiarazione, ma un modello di comunicazione, sicché non risultano applicabili gli ordinari obblighi in materia di conservazione dei documenti contabili. Gli unici adempimenti previsti, in capo all’intermediario, sono sostanzialmente quello di rilasciare al dichiarante (unitamente alla ricezione della comunicazione o dell’assunzione d’incarico per la sua predisposizione), l’impegno a presentare in via telematica, all’Agenzia delle Entrate, i dati in essa contenuti. L’intermediario dovrà, inoltre, rilasciare al dichiarante, entro 30 giorni dal termine previsto per presentare la comunicazione in via telematica, l’originale del frontespizio e del riepilogo della comunicazione dei dati trasmessi, redatta su modello conforme a quello approvato dall’Agenzia delle …

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