La tassazione dei viaggi premio: i classici pacchetti viaggio elargiti a titolo gratuito al raggiungimento di determinati obiettivi di vendita o di raccolta

di Alessandro Borgoglio

Pubblicato il 23 novembre 2013

secondo una parte della dottrina, i viaggi premio che un’impresa offre ad un’altra (nel caso di specie una compagnia assicurativa ad un suo agente) non concorrono in ogni caso alla formazione del reddito di quest’ultima; occorre distinguere diverse ipotesi, una delle quali può dar luogo ad assenza di imposizione in capo al soggetto beneficiario del viaggio premio

Premessa

Le attribuzioni patrimoniali gratuite a favore delle imprese assumono un particolare rilievo nel settore dell’intermediazione, laddove è prassi per le società mandanti premiare i propri agenti o rappresentanti, al raggiungimento di certi obiettivi di vendita o di raccolta, con pacchetti turistici elargiti a titolo gratuito.

Per quanto attiene alla deducibilità delle spese relative a detti viaggi turistici, da parte delle società mandanti, vi sono molteplici interventi di prassi, dottrina e giurisprudenza, che addivengono a soluzioni diverse, secondo una tesi o l’altra ed alle circostanze fattuali del caso considerato.

In particolare, talvolta vengono qualificate come spese di rappresentanza, altre volte come costi deducibili tout court ed altre ancora come spese integralmente indeducibili per assenza del requisito di inerenza di cui all’articolo 109, comma 5, del TUIR.

Sul fronte dell’imponibilità per il destinatario di tali pacchetti turistici ricevuti, invece, non si riscontrano contributi di prassi e giurisprudenza, giacché si tratta generalmente di spese che il Fisco “vede” e contesta laddove emergono documentalmente, ovvero presso chi ha sostenuto la spesa, cioè la società mandante, mentre difficilmente sono portate in evidenza dal soggetto che ne usufruisce, cosicché difficilmente il Fisco giunge a vagliarle ed, eventualmente, a contestarne il mancato assoggettamento ad imposizione.

L’assenza di controversie tra Fisco e contribuenti sulla questione ne ha determinato la sua scarsa considerazione a livello di giurisprudenza e di prassi.

Per inquadrare correttamente il trattamento tributario di tale fattispecie, allora, non resta che rifarsi alla normativa ed alla dottrina esistente.

 

Quadro normativo

Prima di esaminare il trattamento fiscale della fattispecie in oggetto sul versante del soggetto beneficiario, occorre ricordare brevemente il quadro normativo di riferimento.

In particolare, l’articolo 85, comma 1, del TUIR, stabilisce che sono ricavi:

a) i corrispettivi delle cessioni di beni e delle pres