E’ economia di scrittura la motivazione per relationem

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 11 novembre 2013

la giurisprudenza di Cassazione è oramai conforme: l'ufficio può utilizzare le motivazioni del PVC per motivare l'avviso di accertamento se condivide i rilievi già effettuati in fase di verifica

Con la sentenza n. 23324 del 15 ottobre 2013 (ud 27 giugno 2013) la Corte di Cassazione, in materia di rapporti fra processo verbale di constatazione e successivo avviso di accertamento, ha sostanzialmente enunciato i seguenti principi:

  • "in tema di contenzioso tributario, la consegna delprocesso verbale di constatazione è equipollente alla notificazione inquanto idonea a soddisfare l'esigenza di certezza, sottesa alla formaspeciale prescritta dal legislatore nella disposizione richiamata, stante lamedesima efficacia di piena conoscenza dell'atto da parte dell'interessato(Cass. n. 14366 del 30/06/2011) per cui non sussiste l'obbligo diallegazione qualora l'atto sia comunque conosciuto dal contribuente (cfr.SS.UU. n. 11722 del 14/05/2010)”;

  • in tema di atto amministrativo finale di imposizione tributaria, nella specie relativo ad avviso di rettifica di dichiarazione IVA da parte dell'Amministrazione finanziaria, la motivazione 'per relationem', con rinvio alle conclusioni contenute nel verbale redatto dalla Guardia di Finanza nell'esercizio dei poteri di polizia tributaria, non è illegittima, per mancanza di autonoma valutazione da parte dell'Ufficio degli elementi da quella acquisiti, significando semplicemente che l'Ufficio stesso, condividendone le conclusioni, ha inteso realizzare una economia di scrittura che, avuto riguardo alla circostanza che si tratta di elementi già noti al contribuente, non arreca alcun pregiudizio al corretto svolgimento del contraddittorio”.

 

Brevi appunti giurisprudenziali

La Corte di Cassazione ha da tempo ammesso la possibilità di motivare l'atto di accer