Accertamento con adesione: richiesta di rateizzazione ma fidejussione presentata in ritardo

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 14 novembre 2013

se in sede di una rateizzazione di un accertamento con adesione per cui è obbligatorio presentare garanzia la fidejussione arriva in ritardo, l'accertamento si perfeziona lo stesso?

Con la sentenza n. 22510 del 2 ottobre 2013 (ud. 12 giugno 2013) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi della problematica relativa al perfezionamento dell’adesione a rate che, prima delle modifiche apportate dal D.L. n. 98 del 2011, (conv. in L. n. 111 del 2011), necessitava della fideiussione.

 

LA SENTENZA

I giudici di Cassazione prendono le mosse dal dettato normativo, secondo cui l’art.8, del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, prevedeva, per quanto qui interessa (nel testo vigente ratione temporis), che: "il versamento delle somme dovute per effetto dell'accertamento con adesione è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell'atto" (comma 1); "le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo... L'importo della prima rata è versato entro il termine indicato nel comma 1... Sull'importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell'atto di adesione, e per il versamento di tali somme il contribuente è tenuto a prestare garanzia con le modalità di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 38 bis" (comma 2); "entro dieci giorni dal versamento dell'intero importo o di quello della prima rata il contribuente fa pervenire all'ufficio la quietanza dell'avvenuto pagamento e la documentazione relativa alla prestazione della garanzia. L'ufficio rilascia al contribuente copia dell'atto di accertamento con adesione" (comma 3).

Il successivo art. 9 stabilisce, poi, che "la definizione si perfeziona con il versamento di cui all'art. 8, comma 1, ovvero con il versamento della prima rata e con la prestazione della garanzia, previsti dall'art. 8, comma 2".

La Corte prende atto del consolidato orientamento che si è formato in sede di Cassazione, secondo cui “ l'esecuzione di entrambi i previsti adempimenti - pagamento della prima rata e prestazione della garanzia - rappresenta il presupposto fondamentale ed imprescindibile per l'efficacia della procedura, e non una mera modalità esecutiva; quando, pertanto, sia stata omessa la prestazione della garanzia, la procedura dell'accertamento con adesione non può dirsi perfezionata, e permane, nella sua integrità, l'originaria pretesa tributaria; la circostanza che il pagamento rateale, a garanzia del quale la garanzia deve essere prestata, venga realmente effettuato non è idonea a mutare i termini della questione, in quanto, in base al sistema normativo in esame, la conciliazione produce i suoi effetti nei riguardi del rapporto giuridico tributario solo con la sua perfezione, che, in caso di pagamento rateale, presuppone che i futuri versamenti siano assicurati (mediante la prestazione della garanzia) e non rimessi alla mera diligenza del debitore (Cass. nn. 26681 del 2009, 8628 del 2012, 13750 del 2013)”.

Per la Corte è infondato il primo motivo di ricorso, “nella parte in cui la ricorrente sostiene che, entro venti giorni dalla redazione dell'atto (disciplinata dall'art. 7), debba avvenire - in caso di rateizzazione - non solo il versamento della prima rata, ma anche la prestazione della garanzia, laddove il detto termine è riferito dalla legge (art. 8, comma 2)