Spesometro ed acquisti per contanti da parte dei turisti extra europei

Premessa

Per i turisti extra europei che soggiornano in Italia sono previste delle semplificazioni in tema utilizzo di denaro contante utile ad effettuare acquisti di beni al dettaglio e di servizi legati alle attività turistiche. Il riferimento normativo esplicito è contenuto nell’art. 3 (intitolato delle “facilitazioni per imprese e contribuenti), c. 1, del “Decreto Semplificazioni” ovvero Decreto Legge del 2 Marzo 2012, n. 16, convertito, poi, con modificazioni, dalla Legge del 26 Aprile 2012, n. 44, Allegato.

In altre parole, i turisti provenienti da paesi Extra Europei, possono trasferire e, quindi, spendere liberamente, e senza necessità di tracciabilità, denaro contante fino a e 15.000,00 per l’acquisto di beni al dettaglio o di servizi turistici a determinate condizioni di legge.

Un riferimento importante è rilevabile nel Provvedimento nel Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 Agosto 2013, prot. n. 2013/94908, laddove in tema di comunicazione ai fini dello Spesometro prevede la comunicazione dei corrispettivi (da parte di commercianti ed assimilati nonché delle agenzie di viaggio e turismo) relativi ad operazioni in contanti effettuati dai turisti extra europei di importo pari o superiore ad € 1.000,00.

 

I beni e le prestazioni di servizi ammissibili

Il comma 1, del menzionato articolo 3 (i cui effetti sono iniziati dal 29 Aprile 2012) del D. L. n. 16 del 2012, fa riferimento a beni e servizi che possono rientrare in tale regime di esonero ed in particolare rimanda agli articoli 22 e 74-ter del Decreto IVA (D.P.R. n. 633/1972 ).

Analizzando l’art. 22 (intitolato del “commercio al minuto ed attività assimilate”), tenendo conto che nella sua attuale versione è in vigore dal 29 Aprile 2012 per effetto delle modifiche apportate dallo stesso “Decreto Semplificazioni” (e dal momento che è citato all’interno della norma sulla semplificazione in merito alla circolazione del denaro contante per la tipologia di turisti in questione), si evince il riferimento alle operazioni di acquisto dai commercianti al dettaglio.

L’articolo in questione pur esordendo sulla non obbligatorietà dell’emissione della fattura (a meno che non sia richiesta espressamente dal cliente al momento dell’effettuazione dell’operazione) elenca una serie di operazioni, riconducibili ad operatori economici, che aiutano ad inquadrare meglio l’ambito di operatività (o di rapporti commerciali che possono intrattenere ai fini dell’esonero in questione) dei turisti extracomunitari:

  • cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante;

  • prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica;

  • prestazioni di trasporto di persone nonché di veicoli e bagagli al seguito;

  • prestazioni di servizi rese nell’esercizio di imprese in locali aperti al pubblico, in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti;

  • prestazioni di custodia e amministrazioni di titoli e per gli altri servizi resi da aziende o istituti di credito e da società finanziarie o fiduciarie;

  • operazioni esenti relative a: prestazioni bancarie; di assicurazione; valute estere aventi corso legale e a crediti in valute estere; azioni; obbligazioni ed altri titoli non rappresentativi di merci; versamenti di imposte effettuati per conto dei contribuenti a norma di specifiche disposizioni di legge, da aziende ed istituti di credito; scommesse in occasione di gare, corse, giuochi, concorsi e competizioni di ogni genere (fatte salve le ulteriori limitazioni di legge in materia); esercizio del gioco nelle case da gioco autorizzate e alle operazioni di sorte locali autorizzate; prestazioni scaturenti da servizi postali; prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili e quelle inerenti alla…

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