Perdite superiori al terzo del capitale sociale: quali responsabilità per l’amministratore inerte?

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 21 ottobre 2013

L’inottemperanza dell’obbligo di convocazione dell’assemblea conduce alla responsabilità solidale degli amministratori verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza dei doveri imposti dalla legge e dallo statuto. Se la perdita determina la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale la società va gestita ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale

Capitale ridotto al di sotto del minimo legale

A norma dell’articolo 2447 del codice civile se per la perdita di oltre un terzo il capitale si riduce al disotto del minimo stabilito dal codice civile1

  • gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia,

  • il consiglio di sorveglianza

devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società.

Pertanto, in conformità alle regole civilistiche (art. 2482-ter c.c.), l’assemblea dei soci avrà il compito di deliberare alternativamente:

  1. la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento dello stesso per un importo non inferiore al minimo previsto dalla legge;

  2. la riduzione del capitale sociale e lo scioglimento della società, con la nomina del liquidatore;

  3. la riduzione del capitale sociale e la trasformazione della società in altra forma giuridica che richieda un capitale inferiore.

 

L’organo amministrativo, valutata la gravità della situazione patrimoniale della società emersa sia in sede di approvazione del bilancio d’esercizio, ovvero a seguito di eventuali accadimenti sopravvenuti all'ultimo bilancio approvato (Corte di Cassazione, sez. I, 8.06.2007, n. 13503) è obbligato alla tempestiva convocazione dell'assemblea per l’assunzione delle deliberazioni imposte dal codice civile.

 

Circa il significato da attribuire al termine “senza indugio” deve essere interpretato2 alla luce del combinato disposto degli artt. 2482 ter e 2631 c. c. , laddove quest'ultimo dispone che

"… ove la legge e lo statuto non prevedano espressamente un termine, entro il quale effe