Il nuovo monitoraggio fiscale

La Legge n. 97 del 6 agosto 2013 (c.d. Legge europea 2013), pubblicata sulla G.U. del 20 agosto 2013 ed in vigore dal 4 settembre, nell’introdurre le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, ha previsto, tramite l’art.9, rilevanti modifiche al decreto legge 28 giugno 1990 n. 167, concernente il controllo dei trasferimenti da e per l’estero di denaro, titoli e valori nonché al decreto legislativo 19 novembre 2008 n. 195, recante modifiche ed integrazioni alla normativa valutaria.
L’intervento legislativo in argomento – a modesto parere dello scrivente – si pone nell’ambito di una più ampia strategia tesa, da un lato a rafforzare il quadro normativo vigente volto alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio di cui al decreto legislativo n. 231/2007, dall’altro a fornire alle autorità ispettive preposte maggiori strumenti di lotta all’evasione fiscale a carattere transnazionale e, quindi, elementi informativi idonei ad individuare e selezionare i contribuenti titolari di attività all’estero sottratte a tassazione.
In estrema sintesi:

ai sensi dell’art.1 del citato decreto legge n. 167/1990, così come novellato dalla Legge europea 2013, gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria di cui all’art.11, commi 1 e 2 del decreto legislativo n. 231/20071 devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate e del Territorio i dati (relativi alle operazioni di trasferimento da o verso l’estero di mezzi di pagamento2) oggetto di rilevazione nel c.d. Archivio Unico Informatico, istituito ai fini antiriciclaggio ex art. 36, comma 2, lettera b del già menzionato decreto n. 231.3

Quanto precede riguarda esclusivamente le movimentazioni effettuate per conto o a favore di persone fisiche, enti non commerciali e di società semplici e associazioni equiparate ai sensi dell’art.5 del T.U.I.R..
Le modalità ed i termini di trasmissione delle suddette informazioni all’Agenzia delle Entrate e del Territorio e la messa a disposizione delle stesse a favore della Guardia di Finanza sono demandati ad un apposito provvedimento del Direttore del citato ufficio fiscale.
Benchè nella precedente formulazione, la norma prevedeva per gli intermediari l’obbligo di trasmissione di quelle operazioni transnazionali per un valore pari o superiore ad € 10.000, occorre sottolineare che sovente, in passato (al fine di evitare le conseguenze connesse alla tracciabilità delle movimentazioni) venivano effettuati numerosi trasferimenti al di sotto di tale limite, anche nella stessa giornata e, in tal caso, non venivano applicate le disposizioni sul monitoraggio fiscale.
Con la nuova disciplina, invece, gli spostamenti, anche frazionati, che cumulativamente superano i 15.000 € nell’arco di un ristretto lasso temporale saranno aggregati e comunicati all’Amministrazione Finanziaria;

ai sensi del novellato art.2 del decreto legge n. 167/1990, al fine di garantire la massima efficacia all’azione di contrasto ai fini fiscali per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero, l’ unità speciale prevista dall’art. 12, comma 3 del decreto legge n. 78 del 2009 ed i reparti speciali della Guardia di Finanza (previa autorizzazione del Direttore Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate ovvero del Comandante Generale del Corpo o di autorità all’uopo delegata) possono richiedere agli intermediari finanziari, anche in deroga ad ogni altra disposizione di legge, di fornire evidenza dei dati concernenti operazioni intercorse con l’estero contenuti nell’Archivio Unico Informatico, anche per …

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