Accertamento sintetico: la definizione dell'invito a comparire

Come è noto, con la circolare n. 24/E del 31 luglio 2013, l’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime indicazioni operative in ordine al nuovo accertamento sintetico del reddito, disciplinato dall’art. 38, cc. 4 – 7, del D.P.R. n. 600/73, come modificato dall’art.22 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

In questo nostro intervento puntiamo l’attenzione sul comma 7, dell’articolo 38, del D.P.R. n. 600/73, secondo cui “L’ufficio che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218”, avvalendoci anche delle istruzioni allora fornite (circolare n. 4/E del 16 febbraio 2009) emanate all’indomani dell’introduzione dell’istituto della definizione degli inviti a comparire (D.L. n. 112/2008, conv., con modif. in L. n. 2/2009).

 

La definizione dell’invito a comparire

Terminata la fase istruttoria, e sentito preliminarmente il contribuente, l’ufficio ha l’obbligo di attivare l’accertamento con adesione ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. n. 218/97, inviando un nuovo invito al contraddittorio con la quantificazione del maggior reddito accertabile e delle maggiori imposte e la proposta di adesione ai contenuti dell’invito.

L’invito al contraddittorio, oltre ad indicare i periodi d’imposta suscettibili di accertamento nonché il giorno ed il luogo della comparizione, deve recare anche l’indicazione delle “maggiori imposte, ritenute,contributi, sanzioni ed interessi dovuti in caso di definizione agevolata dicui al comma 1-bis” e dei “motivi che hanno dat luogoalla determinazione delle maggiori imposte, ritenute e contributi”.

La circolare n. 24/2013 precisa che nell’invito da sintetico l’ufficio dovrà fare riferimento a quanto emerso nel corso dell’istruttoria svolta, con particolare riguardo ai contenuti dei verbali degli incontri precedenti e agli elementi ed alle argomentazioni del contribuente, nonché alle osservazioni dell’ufficio stesso.

Il nuovo comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 218 del 1997 stabilisce che ai contenuti dell’invito, integrati nei termini di cui si è detto innanzi, “il contribuente può prestare adesione … mediantecomunicazione al competente Ufficio e versamento delle somme dovute entro ilquindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione. Allacomunicazione di adesione, che deve contenere, in caso di pagamento rateale,l’indicazione del numero delle rate prescelte, deve essere unita laquietanza dell’avvenuto pagamento della prima o unica rata”.

Già la circolare n. 4/2009 evidenziava che “il procedimento finalizzato all’adesione (compresa quella, preventiva, all’invito) trova la sua più idonea applicazione in tutti i casi in cui l’accertamento si basi essenzialmente su prove di natura presuntiva (iuris tantum) o su altri elementi comunque suscettibili di apprezzamento valutativo da parte dell’Ufficio. Situazioni del genere ricorrono, tipicamente, a titolo esemplificativo, nelle seguenti ipotesi: … accertamenti con metodo sintetico di cui all’art. 38, quarto comma del D.P.R. n. 600 del 1973”.

Il comma 1-bis dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 218 del 1997 dispone che l’adesione, da parte del contribuente, ai contenuti dell’invito a comparire è effettuata con comunicazione al competente Ufficio della Agenzia delle Entrate e con il versamento delle somme dovute, entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione.

Al contribuente, peraltro, è fatto obbligo di allegare alla comunicazione la quietanza dell’avvenuto pagamento dell’unica rata, o della prima rata qualora abbia optato per il pagamento rateizzato. In tal caso, nella comunicazione deve essere specificato il numero delle rate…

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