Quando l’adesione necessitava della fideiussione…

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 4 luglio 2013

prima delle recenti modifiche e semplificazioni normative, l'accertamento con adesione pagato a rate necessitava di presentazione di fideiussione da parte del contribuente

Con la sentenza n. 13750 del 31 maggio 2013 (ud .3 aprile 2013) la Corte di Cassazione ha confermato, ancora una volta, che l’adesione, prima delle ultime modifiche normative, necessitava della fideiussione per i pagamenti rateali.

 

La sentenza

Secondo il vecchio regime normativo il contribuente era tenuto alla presentazione della fideiussione, nel caso di pagamento rateale.

In base al chiaro tenore letterale della norma, in tale ipotesi l'esecuzione di “entrambi i previsti adempimenti - pagamento della prima rata e prestazione della garanzia - rappresenta il presupposto fondamentale ed imprescindibile per l'efficacia della procedura, e non una mera modalità esecutiva (cfr. Cass. n. 26681 del 2009); a contrario, quando sia stata omessa la prestazione della garanzia prevista dalla legge, la procedura del concordato con adesione non può dirsi perfezionata, e permane, nella sua integrità, l'originaria pretesa tributaria (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 8628 del 30/05/2012)”.

Per la Corte, “anche la circostanza che il pagamento rateale, a garanzia del quale la garanzia deve esser prestata, venga realmente effettuato non è idonea a mutare i termini della questione, in quanto, in base al sistema normativo in esame, la conciliazione produce i suoi effetti nei riguardi del rapporto giuridico tributario solo con la sua perfezione, che, in caso di pagamento rateale, presuppone che i futuri versamenti siano assicurati (mediante la prestazione della garanzia) e non rimessi alla mera diligenza del debitore. Nel caso di specie, peraltro, la società ha anche interrotto i pagamenti, dopo il versamento della prima rata. Il mancato perfezionamento dell'accertamento con adesione restituisce piena efficacia all'originario accertamento, non assumendo rilevanza la circostanza che, in sede di contraddittorio, l'ufficio abbia riconosciuto che i valori accertati avrebbero potuto essere eccessivamente alti, pervenendo ad una riduzione dei medesimi. Nel caso in cui l'accertamento con adesione non si perfezioni è onere del contribuente impugnare l'avviso di accertamento, non essendo impugnabile la cartella esattoriale, conseguente alla definiti