Onere della prova nel caso di fatture per operazioni inesistenti: Fisco o contribuente?

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 23 luglio 2013

in caso di contestazione di indetraibilità di una fattura considerata inesistente, il Fisco deve provare, almeno in via indiziaria, che l'operazione contestata ricade nei canoni dell'inesistenza, mentre il contribuente deve provare di non essere a conoscenza degli intenti evasivi della controparte

Con l’Ordinanza n. 10252 del 2 maggio 2013 (ud. 27 febbraio 2013) la Corte di Cassazione torna ad occuparsi di fatture soggettivamente inesistenti.

 

La sentenza

La Corte, richiama e fa suo il precedente pronunciamento (sentenza n. 10414/2001) che soffermata specificamente sul riparto dell'onere probatorio tra Fisco e contribuente in ordine al coinvolgimento dell'acquirente nelle frodi carosello poste in essere dal fornitore, enunciando, i seguenti principi:

  • nel caso, come il presente, di apparente regolarità contabile della fattura, dotata dei requisiti di legge, l'onere della prova grava sull'Ufficio, nel senso che questi deve provare 1) gli elementi di fatto della frode, attinenti il cedente, ovvero la sua natura di cartiera, la inesistenza di una struttura autonoma operativa, il mancato pagamento dell'IVA come modalità preordinata al conseguimento di un utile nel meccanismo fraudolento e simili; 2) la connivenza nella frode da parte del cessionario, non necessariamente però con prova certa ed incontrovertibile, bensì con presunzioni semplici, purchè dotati del requisito di gravità precisione e concordanza, consistenti nella esposizione di elementi obiettivi - che possono coincidere con quelli sub) 1 - tali da porre sull'avviso qualsiasi imprenditore onesto e mediamente esperto sulla inesistenza sostanziale del contraente, il quale non può non rilevarla e peraltro deve coglierla, per il dovere di accortezza e diligenza insito nell'esercizio di una attività imprenditoriale e commerciale qualificata”;

  • qualora, con giudizio di fatto rimesso al giudice del merito, la Amministrazione abbia fornito una prova nei termini di cui sopra, “l'onere a carico della medesima si intende assolto e grava sul contribuente l'onere della prova contraria. L'onere di provare gli elementi di fatto della frode e la connivenza del cessionario con il cedente grava dunque sull'Amministrazione (che può fornire tale prova anche mediante presunzioni semplici, le quali poss