Decreto del fare: le novità in tema di riscossione

Limite del quinto ai pignoramenti dei beni indispensabili all’imprenditore o al professionista per lavorare. Con l’obiettivo di salvaguardare per quanto possibile la continuità dell’attività economica e, allo stesso tempo, consentire al Fisco di proseguire ad incassare i crediti erariali, l’art. 52, c. 1, lett. d del D.L. 21.06.2013, n. 69, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013 (supplemento ordinario) contiene importanti novità in materia di espropriazione mobiliare presso il debitore.
 
Modifica normativa
Con intervento sul testo del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il legislatore ha sostituito il comma 1 dell’articolo 62, prevedendo che i beni di cui all’articolo 515, comma 3, del codice di procedura civile, vale a dire gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere, possono essere pignorati nei limiti di un quinto1.
Nella versione previgente i medesimi beni potevano essere pignorati nei casi in cui erano soggetti al privilegio stabilito dall’art. 2759 c.c., previsto per i crediti per imposte dirette relative ad annualità pregresse, limitatamente alle quote imputabili al reddito d’impresa ma non oltre i due anni precedenti quello per il quale il pignoramento veniva effettuato.
La disposizione, nella sua formulazione vigente, si applica, a partire dal 22 giugno scorso:
a) se il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale esattoriale o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito erariale iscritto a ruolo2.
b) anche se il debitore è costituito in forma societaria;
c) ed, in ogni caso, se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.
In sostanza, come osservato dalla stampa specializzata si stabilisce l’applicazione delle limitazioni già previste dal codice di procedura civile alla pignorabilità dei beni strumentali utilizzati da imprenditori-ditte individuali, anche alle imprese esercitate con l’autonoma personalità giuridica della società ma anche, più in generale, nei casi di prevalenza del capitale sul lavoro.
La relazione illustrativa osserva che si tratta di “… una rilevante problematica che assume spesso connotazioni mediatiche particolarmente significative e che può avere conseguenze, sia in termini di tenuta dei livelli occupazionali, che di salvaguardia del tessuto produttivo della nazione…”.
 
Quali i beni pignorabili nel limite del quinto?
La disposizione limita il procedimento di espropriazione mobiliare per gli strumenti, gli oggetti ed i libri indispensabili all’esercizio dell’attività d’impresa o professionale.
La norma, quindi, fa diretto riferimento al concetto della indispensabilità dei beni, nozione che la giurisprudenza ha elaborato prima della riforma del codice di procedura civile, quando il regime giuridico riservato a tali beni ne prevedeva l’assoluta impignorabilità.
In dottrina3 è stato acutamente osservato come il concetto di indispensabilità non vada in alcun modo confuso con quello di utilità in quanto quest’ultimo, di per sé, non è di ostacolo al pignoramento (Tribunale di Roma, 25/10/1994). Tuttavia, quando ci si riferisce al concetto di indispensabilità non si può prescindere dal metodo, dalle condizioni di tempo e di luogo in cui il debitore svolge la propria attività.
Sono stati ad esempio ritenuti in concreto relativamente impignorabili i caschi utilizzati dal parrucchiere in quanto il loro utilizzo è usuale nella generalità di soggetti che esercitano la medesima attività e la cui mancanza determinerebbe la perdita di clientela e l’impossibilità economica di continuare l’attività. (Cass. n. 11002 del 06/11/1993…

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