Le cartelle mute non si annullano d’ufficio

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 7 giugno 2013

le cartelle mute non possono essere annullate d’ufficio, se la questione della mancanza di sottoscrizione della cartella non sia stata sollevata col ricorso introduttivo

Con la sentenza n.1331 del 29 maggio 2013 la Corte di Cassazione ha affermato che le cartelle mute non possono essere annullate d’ufficio, se la questione della mancanza di sottoscrizione della cartella non sia stata sollevata col ricorso introduttivo. Infatti, va applicato il consolidato orientamento della Corte, “in base al quale nel processo tributario, caratterizzato dall’introduzione della domanda nella forma della impugnazione dell’atto tributario per vizi formali o sostanziali, l’indagine sul rapporto sostanziale non può che essere limitata ai motivi di contestazione dei presupposti di fatto e di diritto della pretesa dell’amministrazione, che il contribuente deve specificamente dedurre nel ricorso introduttivo di primo grado, con la conseguenza che, ove il contribuente deduca specifici vizi di invalidità dell’atto impugnato, il giudice deve attenersi all’esame di essi e non può, ex officio, annullare il provvedimento impositivo per vizi diversi da quelli dedotti, anche se risultanti dagli stessi elementi acquisiti al giudizio, in quanto tali ulteriori profili di illegittimità debbono ritenersi estranei
al thema controversum, come definito dalle scelte del ricorrente (vedi, fra molte, Cass. 22 settembre 2011, n. 19337)”.

 

Brevi considerazioni

Come è noto, l’art. 36, c. 4-ter, del D.L. n. 248/2007 (cd. Milleproroghe) ha disposto che la cartella di pagamento d