Deduzione di perdite su crediti: nuovo intervento della Cassazione, favorevole al contribuente

i frequenti reclami dei clienti, che causano una rinuncia alla riscossione del proprio credito, giustificano fiscalmente la deduzione della perdita su crediti

E’ deducibile la perdita se il contribuente rinuncia a riscuotere i crediti vantati nei confronti di “buoni” clienti.

In tale ipotesi, la prova certa è data dalla frequente presentazione di esposti e reclami da parte del cliente mediante l’esibizione di tali documenti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10255 del 2 maggio 2013, che accolto il ricorso presentato da una società cooperativa.

In precedenza, invece, la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all’Agenzia delle entrate che, nel caso di specie, riteneva non idonea la documentazione prodotta dalla suddetta soc. cooperativa.

Ma la Suprema Corte ha ritenuto errata la motivazione addotta dall’Agenzia delle entrate, peraltro ritenuta, invece, corretta dalla C.T.R..

In particolare, la Cassazione ha accolto il motivo di gravame esposto dal contribuente che censurava il vizio di omessa o insufficiente motivazione della sentenza in ordine al fatto decisivo della esistenza di reclami intercorsi tra la contribuente ed i propri clienti, costituenti la ragione della rinuncia della contribuente a taluni crediti vantati verso tali clienti.

Al contrario la Commissione regionale aveva osservato “che non risulta prodotto alcuna prova dell’esistenza di tali perdite su crediti e che pertanto anche”.

Ma secondo la Corte Suprema, “Tale affermazione è del tutto apodittica e non poggia su alcuna disamina della documentazione concernente i reclami tra la contribuente ed i suoi clienti debitori, prodotta nel giudizio di merito”.

La Corte di Cassazione ha, quindi, accolto il ricorso della società cooperativa.

Il fatto

La società coop. a r.l. ha presentato ricorso contro l’Agenzia delle entrate per la cassazione della sentenza con cui la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, respingendo l’appello contro la sentenza di primo grado, ha confermato la ripresa a tassazione dell’importo di €. 2.055.127,56 dedotto dalla contribuente come perdite su crediti, giacché oggetto di crediti che erano stati rinunciati dalla contribuente stessa per il mantenimento dei buoni rapporti commerciali con i clienti debitori.

La decisione della Cassazione

Nel caso di specie la società ha diritto a dedurre le perdite su crediti sulla base di apposita documentazione presentata da dove si evince il reclamo di taluni clienti che ha portato alla rinuncia del credito vantato dalla cooperativa al fine di mantenere i buoni rapporti commerciali con i propri clienti.

Peraltro, il giudice di merito (C.T.P. e C.T.R.) non soltanto non ha dichiarato inidonea la documentazione presentata dal contribuente, ma soprattutto non ha spiegato “le relative ragioni di fatto (relative alla individuazione delle circostanze emergenti dai documenti) o di diritto (relative alla rilevanza giuridica delle suddette circostanze)” che avrebbero comportato la perdita al diritto di dedurre le perdite.

Deducibilità fiscale delle perdite su crediti

Il tema della deducibilità delle perdite su crediti ha generato spesso un contenzioso elevato in sede tributaria, a causa della rigidità della norma fiscale e delle prese di posizione dell’Agenzia delle entrate in via interpretativa.

Di recente, l’art. 101 del Tuir è stato modificato dal D.L. n. 83/2012 e consente ora una più agevole deducibilità delle perdite su crediti per quanto riguarda alcune specifiche fattispecie.

L’applicazione sul piano operativo di tali novità deve però avvenire nel rispetto delle indicazioni dei principi contabili nazionali.

Dal punto di vista fiscale, si presentano le seguenti tipologie di perdite su crediti:

a) perdite su crediti deducibili “in ogni caso”;

b) perdite su crediti deducibili in presenza di elementi “certi e precisi”.

Perdite su crediti deducibili “in ogni caso”

Le perdite su crediti sono deducibili in ogni caso, “se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’art. 182-bis del R.D. 16 marzo 1942, n. 267” (art….

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it