Le indagini finanziarie contro il professionista

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 22 maggio 2013

lo strumento delle indagini finanziarie è fondamentale quando si devono contrastare i fenomeni di esercizio abusivo (cioè in nero) della libera professione

Con la sentenza n. 2894 del 7 febbraio 2013 (ud. 23 novembre 2012) la Corte di Cassazione ha ritenuto corretto l’operato dell’ufficio che ha recuperato a tassazione, nei confronti di un professionista abusivo, i movimenti bancari non giustificati.

 

La sentenza

La Corte, premette, innanzitutto, che il sistema degli accertamenti bancari si incentra su una presunzione legale a carico del contribuente, che comporta un'inversione dell'onere della prova. “Questa corte ha già affermato che, in forza della detta presunzione, il contribuente e tenuto a giustificare i vari movimenti bancari e a dimostrare che gli stessi sono estranei al suo reddito, vuoi perchè a lui non riferibili di fatto, vuoi perchè ricollegabili ad atti non soggetti a tassazione (cfr. per tutte Cass. n. 2843/2008; n. 21975/2009). E' quindi in tal senso legittima l'utilizzazione dei dati e degli elementi, che risultano dall'esame dei conti bancari in questione, per fondare la presunzione di consequenzialità da operazioni imponibili (v. d'altronde Cass. n. 14 675/2006)”.

Aggiunge la sentenza che la Corte “ha altresì rilevato, in tema di Iva, che al fine di superare la presunzione posta a carico del contribuente dal citato D.P.R. n. 633 del 1972 non è sufficiente una prova generica. Non serve cioè dimostrare genericamente di avere fatto affluire somme su un proprio cento corrente bancario, ma è necessario che il contribuente fornisca la prova analitica della riferibilità ad attività estranea (e non imponibile) di ogni singola movimentazione del conto (Cass. n. 13818/2007). Giacchè altrimenti devesi presumere l'inerenza dei movimenti del conto a operazioni imponibili (v. ancora Cass. n. 21132/2011; Cass. n. 21125/2010)”.

Di conseguenza, “tutti i versamenti e i prelevamenti risultanti dal conto, ove non assistiti dalla contabilità (quando, come nella specie, sia accertato l'esercizio abusivo di un'attività professionale), costituiscono presunzioni di reddito in rapporto all'anno nel quale sono effettuati”.

 

Brevi considerazioni

La sentenza che si annota è inappellabile. Il dettato normativo viene legislativamente letto dalla Corte di Cassazione con estrema chiarezza.

Le presunzioni fon