Contratti di rete: attenzione alla scadenza del 23 maggio per le agevolazioni fiscali

L’art. 42, c. 2-quater, del D.L. n. 78/2010 riconosce a ciascuna impresa partecipante ad un contratto di rete, a prescindere dalla propria forma giuridica, la temporanea esclusione dal reddito imponibile (ai fini delle imposte sui redditi, e non anche con riferimento all’Irap) della quota degli utili conseguiti, nel limite di un milione di euro, a condizione che gli stessi siano stati prodotti nell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010, oppure nei due successivi 2011 e 2012.
E’ necessario, altresì, che gli utili in parola siano destinati al fondo patrimoniale comune, la cui costituzione deve, peraltro, essere espressamente prevista dal contratto di rete, ovvero accantonati in un’apposita riserva, di cui è fornita evidenza nella nota integrativa al bilancio d’esercizio, in sospensione d’imposta, sino all’esercizio in cui è utilizzata per finalità differenti dalla copertura di perdite, come, ad esempio, la distribuzione. La condizione in parola si può ritenere soddisfatta nel caso di costituzione di una specifica riserva, “denominata con riferimento alla legge istitutiva dell’agevolazione in esame e distinta dalle altre eventuali riserve di patrimonio netto” (C.M. n. 15/E/2011, paragrafo 2.2).
Gli utili in sospensione d’imposta devono essere destinati, peraltro, alla realizzazione, entro il periodo amministrativo successivo a quello di deliberazione della destinazione di cui sopra, degli investimenti previsti dal programma comune di rete preventivamente asseverato dagli organismi espressione dell’associazionismo imprenditoriale (D.M. 25 febbraio 2011), oppure, in via sussidiaria, dagli organi pubblici individuati dal medesimo provvedimento: l’asseverazione in parola, che dovrà essere rilasciata entro 30 giorni dalla richiesta, è diretta a verificare la sussistenza degli elementi propri del contratto di rete e dei relativi requisiti di partecipazione in capo alle imprese che lo hanno sottoscritto.
L’agevolazione opera ai fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF), con esclusione, quindi, dell’IRAP e può essere fruita solo esclusivamente in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili accantonati, senza incidere sul calcolo degli acconti dovuti per il medesimo periodo di riferimento: gli acconti dovuti per il periodo successivo devono essere determinati, quindi, secondo le modalità ordinarie, al lordo dell’agevolazione, assumendo, come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe applicata in assenza delle disposizioni agevolative. Ad ogni modo, gli eventuali versamenti in acconto eccedenti, al momento di determinazione del saldo, per effetto dell’applicazione del regime di sospensione di imposta, generano un credito Irpef/Ires utilizzabile secondo le modalità ordinarie (C.M. n. 15/E/2011, paragrafo 4).
L’impresa partecipante al contratto di rete per accedere al beneficio della detassazione in commento deve assolvere alcuni adempimenti dichiarativi, tra cui la predisposizione del Modello Reti, (approvato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 14 aprile 2011, n. 31139), contenente i dati per la fruizione dell’agevolazione.
Relativamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, l’adempimento in parola deve essere assolto, esclusivamente in via telematica, direttamente oppure tramite gli intermediari abilitati, nel periodo compreso tra il 2 ed il 23 maggio 2013: decorso tale termine, l’Amministrazione Finanziaria prenderà in considerazione esclusivamente le comunicazioni di rinuncia, totale o parziale, all’agevolazione. La comunicazione in parola deve essere presentata dalle imprese appartenenti ad una delle reti d’impresa che intendono …

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