La notifica dell’appello tributario: ecco come si deve fare…

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 16 aprile 2013

l'appello di una sentenza tributaria di primo grado non notificato a mezzo dell'ufficiale giudiziario necessita di essere depositato presso la segreteria di Commissione tributaria o basta la spedizione postale?

L’articolo 3-bis, comma 7, del decreto legge n. 203/2005 così recita: "All’articolo 53, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: 'Ove il ricorso non sia notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, l’appellante deve, a pena d’inammissibilità, depositare copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata'”. Il comma 7 dell’articolo 3-bis del dl n. 203/2005 ha modificato l’articolo 53, comma 2, del decreto n. 546, introducendo a carico dell’appellante, “Ove il ricorso non sia stato notificato a mezzo di ufficiale giudiziario”, un’ulteriore incombenza, consistente nell’obbligo di depositare copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria provinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata.

Detto adempimento deve essere assolto dall’appellante a pena di inammissibilità. Esso sostanzialmente svolge, nei casi in cui l’appellante non si avvale per la notifica dell’intermediazione dell’ufficiale giudiziario, la stessa funzione di cui all’articolo 123 (“Avviso d'impugnazione alla cancelleria”) delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, che così dispone: “L'ufficiale giudiziario che ha notificato un atto d'impugnazione deve darne immediatamente avviso scritto al cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. Il cancelliere deve fare annotazione dell'impugnazione sull'originale della sentenza”.

L'appello del contribuente deve essere dichiarato inammissibile ai sensi dell'art. 53 del D.Lgs. n. 546/1992, per il mancato deposito, nel termine perentorio di trenta giorni dalla proposizione dell'impugnazione, della copia dell'appello presso l'ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunziato la sentenza impugnata (CTR Palermo 26-09-2012 n. 263). Nel caso di notificazione a mezzo del servizio postale, l'appellante deve, a pena di inammissibilità, depositare copia dell'appello presso la segreteria della Commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata, nel termine di trenta giorni (Cass. Sez. Trib. 06-12-2010 n. 24746).

La Consulta, con sentenza interpretativa di rigetto n. 321 del 4 dicembre 2009 , ha dichiarato la manifesta inammissibilità o infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale del citato secondo periodo del comma 2 dell'art. 53 del decreto legislativo n. 546 del 1992, periodo introdotto dal comma 7 dell'art. 3-bis del decreto-legge n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni, dal comma 1 dell'art. 1 della legge n. 248 del 2005, sollevate dalla Commissione tributaria regionale della Puglia con apposita ordinanza. In particolare, tale pronuncia della Consulta ha precisato che, alla luce della esigenza di fornire alla segreteria del giudice di primo grado una tempestiva e documentata notizia della proposizione dell'appello, un termine perentorio per il deposito della copia dell'appello nella segreteria della Commissione tributaria provinciale è sicuramente ricavabile, in via interpretativa, dal complesso delle norme in materia di impugnazione davanti alle Commissioni tributarie. Tale termine non può che identificarsi con quello stabilito per la costituzione in giudizio dell'appellante; costituzione che avviene mediante il deposito del ricorso in appello presso la segreteria della Commissione tributaria regionale entro trenta giorni dalla proposizione dell'appello (artt. 53,