Immobilizzazioni immateriali: restyling del principio contabile

di Sonia Cascarano

Pubblicato il 9 marzo 2013



è in fase di aggiornamento il princio contabile nazionale dedicato alle "Immobilizzazioni Immateriali". Ecco quali novità sono in arrivo

L’OIC, all’interno del progetto di aggiornamento dei principi contabili, il 12 febbraio 2013, ha pubblicato sul proprio sito internet la bozza del principio contabile OIC 24 - Immobilizzazioni immateriali.

Il principio è a disposizione per la consultazione fino al 30 luglio 2013, data in cui, in assenza di osservazioni, sarà reso definitivo e pubblicato.

Il processo di consultazione fa parte di un processo partito il 25 maggio 2010, tendente alla revisione dei principi contabili nazionali rispettando l’evoluzione normativa e della prassi contabile nazionale e internazionale.

Il fine ultimo delle variazioni apportate e del nuovo principio è quello di prevedere, a livello generale, un riordino ed un coordinamento maggiore con gli altri principi contabili nazionali OIC.

Il principio contabile n. 24 tende a disciplinare il trattamento contabile e l’informativa nella nota integrativa per le immobilizzazioni immateriali, fornendo i criteri per l’identificazione, la rilevazione, la classificazione, la valutazione nel bilancio d’esercizio, nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa.

Le immobilizzazioni immateriali caratterizzate dalla non tangibilità, sono costituite da costi che non perdono l’utilità in un solo periodo ma allungano i benefici economici in un arco temporale di più esercizi.

Esse sono costituite da:

  • oneri pluriennali, costi che non si concretizzano nell'acquisizione o produzione di beni o diritti ma si iscrivono nell’attivo patrimoniale secondo il principio di correlazione costi/ricavi;

  • beni immateriali, attività prive di consistenza fisica;

  • avviamento;

  • immobilizzazioni immateriali in corso e acconti.

 

Andando ad analizzare le novità del principio dal punto di vista pratico, si evidenzia come, nella nuova lettura, il periodo di ammortamento dell’avviamento si effettui in 5 anni, limite superabile in rari casi supportati da analisi economico-tecniche, purché, comunque, non si superino i 10 anni, poiché, si sostiene, come le previsioni oltre tale termine non siano attendibili.

In vero, comunque, le novità del principio sono:

  • come già detto, nuova definizione, riformulata ed integrata, per il concetto di avviamento con la precisazione che il periodo di ammortamento sia pari a 5 anni limite superabile solo per rari casi fino ad un massimo 10 anni. Si ricorda che il Codice civile prevede l'ammortamento in cinque anni, condizione temporale superabile in casi stabiliti mentre attualmente l'Oic 24 ne prevede un limite massimo di venti anni;

  • i beni immateriali sono iscritti nell'attivo solo se sono identificabili, rappresentano diritti tutelati a livello giuridico ed il costo è stimabile con attendibilità;

  • si precisa che un bene immateriale è individualmente identificabile se può essere separato o scorporato dalla società e, dunque, venduto, trasferito, dato in licenza o in affitto, scambiato;

  • i beni immateriali a titolo gratuito non sono capitalizzabili poiché senza costo e non specificatamente valutabili;

  • i brevetti a titolo oneroso sono iscritti nell'attivo al costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori e, nel caso in cui il contratto definisce che oltre al pagamento del corrispettivo iniziale ci debba essere anche il pagamento di futuri corrispettivi pari ai volumi di produzione o di vendita, viene iscritto tra le immobilizzazioni solo il costo iniziale;

  • parte relativa agli oneri pluriennali. Si parte dalla considerazione che l'Oic 24 è un principio contabile complesso riguardante sia i beni immateriali che gli oneri pluriennali con caratteristiche di difficilmente definizione per l’aspetto dell’utilità pluriennale considerando, ancora, che il Codice civile all'articolo 2424, legge le due diverse tipologie di costi come Immobilizzazioni immateriali. In specifico, l'iscrizione nell'attivo degli oneri pluriennali è effettuata nel caso in cui se ne dimostri l’utilità futura precisando che c’è un legame oggettivo con i benefici futuri per i quali è calcolabile la recuperabilità secondo il principio di prudenza. Dunque, i costi di start up sono capitalizzabili nel caso in cui vengano attribuibili alla nuova attività limitati ai costi sostenuti nel periodo prima del possibile avvio, mentre i costi generali e amministrativi, i costi scaturiti da inefficienze non possono essere capitalizzati. In linea di massima il principio della recuperabilità viene rispettato se sussiste una ragionevole prospettiva di reddito;

  • viene stralciata la parte relativa alle svalutazioni per perdite durevoli poiché, a detta dell’OIC, l’argomento è in fase di approfondimento. Si stanno valutando diverse ipotesi, fra cui quella della previsione di un modello di impairment nei limiti delle Direttive Europee ed in linea con gli standard internazionali, senza tralasciare ipotesi di un modello di impairment semplificato, al ricorrere di determinate condizioni. L’OIC sta considerando l’ipotesi di predisporre un documento che possa disciplinare a livello generale ed unitario l’intera fattispecie per rendere omogeneo il trattamento contabile dell’istituto e per sistematizzare e snellire i principi contabili interessati;

  • costi di addestramento e qualifica del personale, come costi straordinari del personale, vengono ammessi in capitalizzazione solo a determinate condizioni, e dunque se assimilabili ai costi di start up e sostenuti circa un processo di riconversione o ristrutturazione aziendale con cambiamenti nella struttura produttiva, commerciale e amministrativa della società, poiché trattasi di operazioni di investimento sui fattori produttivi che determinano un cambiamento radicale nella struttura aziendale, mentre i costi di riduzione straordinaria del personale e gli incentivi all'esodo non possono essere capitalizzabili e sono imputati direttamente tra le voci di costo, poiché eliminano le inefficienze dell'impresa e il rischio della non recuperabilità è elevato;

  • viene inserita una disciplina sulla rilevazione contabile dei contributi pubblici, in costanza con l'OIC 16;

  • viene ridisciplinata la parte della nota integrativa, puntando l’attenzione dell'informativa complementare su ipotesi o situazioni specifiche;

  • si eliminano i riferimenti ai costi per la produzione e la distribuzione di cataloghi, espositori e altri strumenti e materiali aventi finalità promozionali;

  • relativamente ai brevetti ed ai diritti di sfruttamento di opere, marchi, licenze e concessioni, si precisa che se il contratto di acquisto prevede, in aggiunta al pagamento di un corrispettivo iniziale, anche il pagamento di corrispettivi aggiuntivi futuri commisurati agli effettivi livelli della produzione o delle vendite, è possibile iscrivere tra le immobilizzazioni immateriali esclusivamente il costo sostenuto inizialmente;

  • viene eliminato il caso in cui si paghi un importo superiore ai valori contabili dell’azienda, acquisiti in ragione a motivi diversi dalla redditività e si debba imputare direttamente a conto economico il maggiore valore poiché la fattispecie si basa sull’assunto opinabile, e comunque in contrasto con la prassi e con l’assunto indicato dagli IAS, che sarebbe un cattivo affare;

  • si forniscono chiarimenti sulla nozione di valore residuo;

  • per consentire l’immediata individuazione del trattamento contabile delle voci contenute nell’OIC 24, viene modificato il format del principio, accorpando le voci delle fasi della rilevazione iniziale e valutazione successiva.

 

9 marzo 2013

Sonia Cascarano