Perdite su crediti: le regole da seguire per poter spesare l’importo irrecuperabile

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 4 febbraio 2013

vi sono particolari accorgimenti da seguire nello spesare la perdita su crediti, dato che è considerato comportamento anomalo rinunziare al recupero dei crediti; stralciare un credito senza alcun preventivo tentativo di recupero, oltre a rappresentare un comportamento non economico, potrebbe avvalorare il sospetto di un accomodamento tra creditore e debitore, dopo aver tenuto in debita considerazione il beneficio fiscale conseguente alla deducibilità del costo...

L’art. 33 del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (convertito nella Legge 7 agosto 2012 n. 134), apportando una sostanziale modifica all’art. 101 comma 5 del D.P.R. 917/1986 TUIR , ha previsto che gli “elementi certi e precisi” - che legittimano la deducibilità della perdita in capo ai contribuenti titolari di reddito d’impresa - sussistono anche quando il diritto alla riscossione del credito risulti prescritto, a prescindere dall’ammontare (modesto o rilevante) del credito e fuori dai casi di deducibilità “automatica” relativi all’assoggettamento del debitore a procedure concorsuali ed istituti assimilati. In altre parole, una volta decorso il termine della prescrizione, detti crediti potranno essere dedotti fiscalmente senza che ciò dovrebbe imporre al contribuente la presenza di aggiuntive e rigorose prove documentali. Questa rappresenta, senza dubbio, un’opportunità per quelle imprese che, in assenza di elementi di certezza e precisione, potranno vedersi riconosciuto un