Il momento del pagamento effettuato con mezzi diversi dal contante nel regime IVA "per cassa" (l’assegno bancario, la RI.BA., il RID, il bonifico bancario...)

Data l’importanza del momento dell’incasso/pagamento per determinare l’esigibilità/detraibilità dell’IVA relativa alle operazioni soggette al regime di cassa, è necessario stabilire quando la regolazione di una transazione con esigibilità IVA differita, effettuata con mezzi diversi dal contante, debba considerarsi avvenuta.
La Circolare n. 44/E del 26.11.2012, molto laconicamente, si limita a precisare che, relativamente al solo cedente/prestatore, per individuare il momento del pagamento non effettuato per contanti, al verificarsi del quale l’imposta diviene esigibile, occorre fare riferimento alle risultanze dei propri conti dai quali risulta l’accreditamento del corrispettivo e, tra parentesi, cita quali esempi l’assegno bancario, la RI.BA., il RID e il bonifico bancario1.
L’Agenzia delle entrate rispondendo ad un quesito durante un videoforum fiscale, specifica ulteriormente che l’incasso con mezzi diversi dal denaro contante (ma porta ad esempio solo il bonifico bancario)si considera effettuato “nel momento in cui si consegue l’effettiva disponibilità delle somme, ossia quando si riceve l’accredito sul proprio conto corrente, indipendentemente dalla sua formale conoscenza, che avviene attraverso l’invio del documento contabile da parte della banca2. Si tratta tecnicamente della cosiddetta “data disponibile” che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata”3.
Ciò comporta, per logica conseguenza, un monitoraggio continuo delle operazioni di accredito sul conto corrente.
Mentre per quanto riguarda i bonifici, l’amministrazione si era già pronunciata in modo analogo con la Circolare n. 38/E del 23.06.2010, in relazione all’individuazione dell’esercizio a cui imputare i compensi nel regime di cassa per i professionisti ai fini delle imposte dirette, ma relativamente all’incasso tramite assegno bancario, nella medesima circolare l’Agenzia affermava (senza dubbio più correttamente) che i compensi devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo di credito entra nella disponibilità del professionista, momento che si realizza con la consegna materiale del titolo.
Vi è, quindi, una sostanziale differenza tra il momento in cui l’Agenzia delle Entrate considera incassata una fattura pagata con assegno bancario per imputare a reddito il compenso professionale e quello per determinare l’esigibilità dell’imposta nel “regime di IVA per cassa”.
Si ritiene di dover escludere che l’Agenzia abbia per ben due volte (Circolare n 20/E-2009 e Circolare n. 44/E-2012) individuato erroneamente, anche per l’incasso tramite assegno bancario, il momento di esigibilità dell’IVA nella cosiddetta “data disponibile” (anche se usa più correttamente, come abbiamo visto, un altro momento ai fini delle imposte dirette per i professionisti), ma forse non ha considerato che l’accredito sul conto corrente di un assegno non determina affatto la disponibilità della somma.
Infatti, mentre con le nuove regole bancarie4 di accreditamento dei bonifici e dei RID, gli stessi sono disponibili (anche in valuta) il giorno stesso dell’accredito, per gli assegni bancari(ma anche per gli assegni circolari, peraltro mai menzionati dall’Agenzia delle Entrate) le date bancarie sono tre: operazione, valuta e disponibilità.
Tra il giorno di versamento di un assegno bancario (data operazione) e quello da cui decorre il conteggio degli interessi (data valuta), che è irrilevante in questo contesto, decorrono tre giorni (uno solo per gli assegni circolari), mentre la “disponibilità” della somma, sia per i bancari che per i circolari, si ottiene solo dopo quattro5 …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it