Il momento del pagamento effettuato con mezzi diversi dal contante nel regime IVA “per cassa” (l’assegno bancario, la RI.BA., il RID, il bonifico bancario…)

di Giuseppe Zambon

Pubblicato il 16 febbraio 2013

il regime dell'IVA per cassa è molto interessante e può essere utile per far seguire i versamenti dell'IVA agli effettivi pagamenti delle fatture, tuttavia bisogna prestare attenzione ai pagamenti che avvengono in modo diverso dalla consegna del contante

Data l’importanza del momento dell’incasso/pagamento per determinare l’esigibilità/detraibilità dell’IVA relativa alle operazioni soggette al regime di cassa, è necessario stabilire quando la regolazione di una transazione con esigibilità IVA differita, effettuata con mezzi diversi dal contante, debba considerarsi avvenuta.

La Circolare n. 44/E del 26.11.2012, molto laconicamente, si limita a precisare che, relativamente al solo cedente/prestatore, per individuare il momento del pagamento non effettuato per contanti, al verificarsi del quale l’imposta diviene esigibile, occorre fare riferimento alle risultanze dei propri conti dai quali risulta l’accreditamento del corrispettivo e, tra parentesi, cita quali esempi l’assegno bancario, la RI.BA., il RID e il bonifico bancario1.

L’Agenzia delle entrate rispondendo ad un quesito durante un videoforum fiscale, specifica ulteriormente che l’incasso con mezzi diversi dal denaro contante (ma porta ad esempio solo il bonifico bancario)si considera effettuato “nel momento in cui si consegue l’effettiva disponibilità delle somme, ossia quando si riceve l’accredito sul proprio conto corrente, indipendentemente dalla sua formale conoscenza, che avviene attraverso l’invio del documento contabile da parte della banca2. Si tratta tecnicamente della cosiddetta “data disponibile” che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata”3.

Ciò comporta, per logica conseguenza, un monitoraggio continuo delle operazioni di accredito sul conto corrente.

Mentre per quanto riguarda i bonifici, l’amministrazione si era già pronunciata in modo analogo con la Circolare n. 38/E del 23.06.2010, in relazione all’individuazione dell’esercizio a cui imputare i compensi nel regime di cassa per i professionisti ai fini delle imposte dirette, ma relativamente all’incasso tramite assegno bancario, nella medesima circolare l’Agenzia affermava (senza dubbio più correttamente) che i compensi devono considerarsi percepiti nel momento in cui il titolo di credito entra nella disponibilità del professionista, momento che si realizza con la consegna materiale del titolo.

Vi è, quindi, una sostanziale differenza tra il momento in cui l’Agenzia delle Entrate considera incassata una fattura pagata con assegno bancario per imputare a reddito il compenso professionale e quello per de