L’abuso del diritto è aperto

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 1 ottobre 2012

la procedura di contestazione di operazioni commesse per abuso di diritto da parte del Fisco è libera, in quanto si rifà ad una norma generale antielusiva e non a casi specifici previsti dal Legislatore

Con ordinanza n. 14494 del 14 agosto 2012 (ud. 4 luglio 2012) la Cassazione ha confermato che “in materia tributaria, ildivieto di abuso del diritto si traduce in un principio generaleantielusivo, il quale preclude al contribuente il conseguimento di vantaggifiscali ottenuti mediante l'uso distorto, pur se non contrastante con alcunaspecifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenereun'agevolazione o un risparmio d'imposta, in difetto di ragionieconomicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dallamera aspettativa di quei benefici. Tale principio trova fondamento, in temadi tributi non armonizzati (nella specie, imposte sui redditi), nei principicostituzionali di capacità contributiva e di progressività dell'imposizione,e non contrasta con il principio della riserva di legge, non traducendosinell'imposizione di obblighi patrimoniali non derivanti dalla legge, bensìnel disconoscimento degli effetti abusivi di negozi posti in essere al soloscopo di eludere l'applicazione di norme fiscali. Esso comportal'inopponibilità del negozio all'Amministrazione finanziaria, per ogniprofilo di indebito vantaggio tributario che il contribuente pretenda di fardiscendere dall'operazione elusiva, anche diverso da quelli tipicieventualmente presi in considerazione da specifiche norme antielusiveentrate in vigore in epoca successiva al compimento dell'operazione, comenella specie, (cfr. anche Cass. Sez. U, sentenza n. 30055 del 23/12/2008; sent. n. 12237 del 2008), ancorchè la disciplina specifica control'elusione gi