Indagini finanziarie: monitoraggio della giurisprudenza come ausilio al contraddittorio, una serie di pratiche indicazioni per la difesa del contribuente

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 22 settembre 2012



lo strumento delle indagini finanziarie è sempre più utilizzato dal Fisco come mezzo di accertamento: ecco un'utilissima analisi dei paletti che il contribuente deve rispettare per difendersi. Esempio: non basta affermare che il versamento rinvenuto nei conti bancari/finanziari è frutto di un prestito o di una regalia, essendo necessario provare, attraverso anche la tracciabilità del denaro (es.: uscita di banca dal conto corrente del suocero e versamento sul proprio conto corrente), l'affermazione fatta

In un nostro precedente intervento abbiamo avuto modo di sostenere che le prove dimostrative, in possesso del contribuente – volte a superare le presunzioni del Fisco – devono essere particolarmente probanti: non basta affermare che il versamento rinvenuto nei conti bancari/finanziari è frutto di un prestito o di una regalia, essendo necessario provare – attraverso anche la tracciabilità del denaro (uscita di banca dal conto corrente del suocero e versamento sul proprio conto corrente) - l’affermazione fatta.

Al contraddittorio in sede di adesione prima, e alla fase contenziosa dopo, è quindi stato assegnato un ruolo di primo piano per accertare la veridicità delle dichiarazioni di parte.

In questo nostro intervento intendiamo monitorare la giurisprudenza formatasi - le sentenze appaiono particolarmente significative -, in quanto possono essere utili per affrontare con la giusta consapevolezza il contraddittorio, tenendo sempre conto delle precise istruzioni impartite dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 32/2006.


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