Trasfert pricing elusivo

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 30 luglio 2012

analisi dei rischi di elusione fiscale derivanti dai rapporti commerciali infragruppo dei gruppi multinazionali, con particolare attenzione al trasferimento dei ricavi in paesi a fiscalità privilegiata

Con sentenza n. 11949 del 13 luglio 2012 (ud. 4 aprile 2012) la Corte di Cassazione ha classificato come elusiva un’operazione di transfer pricing all’interno di un gruppo multinazionale.

 

Il rilievo

Il rilievo attiene alla ripresa a tassazione per disconoscimento di costi d'acquisto, conseguente alla non corretta applicazione delle norme fiscali sul c.d. transfer pricing (D.P.R. n. 917 del 1986, art. 110, c. 7), determinata dalla condotta elusiva posta in essere dalla contribuente.

Nello specifico, la società T.T.I.I. s.r.l. è interamente controllata dalla H.T.I. S.A. con sede in Svizzera, e fa parte del gruppo multinazionale T. statunitense, del quale costituisce la filiale unica per l'Italia, per la commercializzazione in esclusiva dei prodotti software (giochi per pc, per Play station...). Tali prodotti vengono importati dalla contribuente tramite la consorella (a sua volta controllata dalla medesima casa madre) T.S.E. LTD fornitore unico dei prodotti commercializzati dalla filiale italiana.

In data 31.10.04, ovverosia nell'ultimo giorno dell'esercizio fiscale, la T.T.I.I. s.r.l. contabilizzava la fattura n. 20031247, emessa in pari data dalla consorella inglese T.S.E. LTD, per l'importo di Euro 947.456,00. Tale documento contabile, che recava quale causale "Price adjustement to product sold during FY 2003/2004", si concretava, in effetti, nell'addebito alla società italiana di consistenti rettifiche in aumento dei prezzi in precedenza applicati, in relazione ad alcuni prodotti software acquistati dalla medesima nel corso dell'esercizio finanziario suindicato.

Ciò posto, l'Ufficio - sulla scorta di quanto dedotto dai verificatori nel relativo processo verbale di constatazione - riteneva trattarsi di un'evidente operazione elusiva, finalizzata al drenaggio degli utili conseguiti dalla filiale italiana mediante l'abuso dello strumento costituito dai prezzi di trasferimento all'interno del gruppo multinazionale in considerazione.

In tal senso, a parere dell'amministrazione, deponevano, invero, una serie di fattori:

a) la data dell'operazione, effettuata l'ultimo giorno dell'esercizio fiscale, in concomitanza con la disponibilità dei consuntivi sulla redditività della stessa società contribuente;

b) la specie di operazione economica, tradottasi nella contabilizzazione di una fattura passiva per rettifica in aumento del prezzo già praticato dalla società fornitrice, su vendite quantitativamente rilevanti di prodotti software;

c) lo scostamento del prezzo praticato da quello medio di acquisito degli stessi prodotti da parte della T.T.I.I. s.r.l..

 

Ne conseguiva il disconoscimento,