Avviso bonario non impugnabile

Come è noto, con sentenza n. 7344 dell’11 maggio 2012 (ud 23 febbraio 2012) la Corte di Cassazione – ribaltando un precedente orientamento ormai consolidato – ha ritenuto l’avviso bonario atto impugnabile autonomamente.

La Corte, prendendo le mosse dall’art. 19, del D.Lgs.n.546/92, riconosce “la ricorribilità di provvedimenti davanti al giudice tributario ogni qual volta vi sia un collegamento tra atti della Amministrazione e rapporto tributario, nel senso che tali provvedimenti devono essere idonei ad incidere sul rapporto tributario, dovendosi ritenere possibile una interpretazione non solo estensiva ed anche analogica della categoria degli atti impugnabili previsti dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19”.

Pertanto, “nonostante l’elencazione tassativa degli atti impugnabili, contenuta nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 19, il contribuente può impugnare anche atti diversi da quelli contenuti in detto elenco, purchè espressione di una compiuta pretesa Tributaria”.

Così che, “anche la comunicazione di irregolarità, D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, comma 3, che ha tali caratteristiche, portando a conoscenza del contribuente una pretesa impositiva compiuta, è immediatamente impugnabile”.

 

La sentenza n. 8137/2012

A pochi giorni di distanza, con sentenza n. 8137 del 23 maggio 2012 (ud 12 aprile 2012) la Corte di Cassazione è ritornata sulla questione, dando, invece, sostanzialmente continuità ai precedenti giurisprudenziali consolidati sul tema, che vengono richiamati:

  • sentenza n. 17396 del23/07/2010, secondo cui “l’emissione della cartella di pagamento con le modalità previste dalD.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, comma 3, (in materia di tributidiretti) e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, comma 3, (in materia di IVA)non è condizionata dalla preventiva comunicazione dell’esito del controlloal contribuente, salvo che il controllo medesimo non riveli l’esistenza dierrori essendovi, solo in tale ipotesi di irregolarità riscontrata nelladichiarazione, l’obbligo di comunicazione per la liquidazione d’imposta,contributi, premi e rimborsi“;

  • sentenza n. 26361 del 29/12/2010, secondo cui “… è legittima la cartella di pagamento che non sia preceduta dallacomunicazione dell’esito della liquidazione, prevista dal D.P.R. 29settembre 1973, n. 600, art. 36 bis, comma 3, sia perchè la norma nonprevede alcuna sanzione, in termini di nullità, per il suo inadempimento,sia perchè tale comunicazione, avendo la funzione di evitare al contribuentela reiterazione di errori e di consentirgli la regolarizzazione di aspettiformali, è un adempimento rivolto esclusivamente ad orientare ilcomportamento futuro dell’interessato ed esula, quindi, dall’ambitodell’esercizio del diritto di difesa e di contraddittorio nei confrontidell’emittenda cartella di pagamento“;

  • sentenza n. 26671 del 18/12/2009, secondo cui “… la cartella di pagamento, nell’ipotesi di liquidazione dell’imposta aisensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, costituisce l’atto con ilquale il contribuente viene a conoscenza per la prima volta della pretesafiscale e come tale deve essere motivata; tuttavia, nel caso di meraliquidazione dell’imposta sulla base dei dati forniti dal contribuentemedesimo nella propria dichiarazione, nonchè qualora vengano richiestiinteressi e sovrattasse per ritardato od omesso pagamento, il contribuentesi trova già nella condizione di conoscere i presupposti di fatto e leragioni giuridiche della pretesa fiscale, con l’effetto che l’onere dimotivazione può considerarsi assolto dall’Ufficio mediante mero richiamoalla dichiarazione medesima“.

 

BREVI NOTE

La sentenza che si annota va sulla scia di precedenti pronunce – cfr. da ultimo sentenza n. 7329 dell’11 maggio 2012 (ud. 7 febbraio 2012) della Corte di Cassazione – che conferma che nell’ipotesi di dichiarato e non versato non è necessario nessun confronto preliminare con il contribuente, che in ogni caso non è prevista alcuna sanzione per l’inadempimento, che l’unico atto…

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