Ultimi chiarimenti in tema di detrazioni IRPEF

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 11 giugno 2012

alcuni chiarimenti sulle agevolazioni prima casa: le detrazioni sul mutuo ipotecario; le agevolazioni per gli immobili storici ed altre tematiche affrontate in vista di UNICO 2012

La circolare n.19/E del 1° giugno 2012 ha fornito, fra l’altro, interessanti di chiarimenti su varie questioni interpretative riguardanti l’Unico 2012.

Analizziamo alcune delle risposte che maggiormente possono interessare i contribuenti.

 

ALTRE QUESTIONI

Mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione principale – Deposito presso il notaio

L’art. 15, c. 1, lett. b, del TUIR prevede la detrazione dall’IRPEF lorda di un importo pari al 19% per gli interessi passivi, e relativi oneri accessori, pagati in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto stesso, per un importo non superiore a 4.000 euro.

L’Amministrazione Finanziaria, con circolare n. 95/E del 12 maggio 2000, richiamata anche nella circolare n. 15/E del 20 aprile 2005, ha chiarito che tra gli oneri accessori connessi con l’operazione di finanziamento che danno diritto alla detrazione sono compresi l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo e le spese che il notaio sostiene per conto del cliente quali, ad esempio, l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca. Non sono, invece, detraibili le spese notarili sostenute con riferimento al contratto di compravendita dell’immobile.

Con risoluzione n. 128/E del 23 settembre 2005 è stato precisato che gli oneri accessori agli interessi passivi sono detraibili nel limite del 19% secondo il principio di cassa e che, pertanto, la detrazione riferita a tali oneri deve essere fruita nell’anno in cui gli stessi sono sostenuti.

Per quanto concerne il pagamento dell’onorario del notaio, con circolare n. 24/E del 10 giugno 2004 è stato chiarito che “per avere piena prova del pagamento della parcella del notaio si deve far riferimento, in linea generale, alla data del documento di certificazione del compenso”, rimanendo inteso che, ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 633 del 1972, per le prestazioni di servizi deve essere emesso all’atto del pagamento del corrispettivo.

Nell’ipotesi in cui il notaio abbia ricevuto somme in deposito, si applica l’art. 3 del D.M. 31 ottobre 1974, emanato in attuazione dell’art. 73, c. 1, lett. c, del DPR n. 633 del 1972, secondo cui “per le somme ricevute in deposito, globalmente ed indistintamente, sia a titolo di corrispettivo che a titolo di spese da sostenere in nome e per conto dei clienti, gli esercenti la professione notarile, quella forense, nonché quella di commercialista, devono emettere la fattura, relativa al pagamento dei corrispettivi, entro sessanta giorni dalla data di costituzione del deposito”.

La richiamata disposizione ha finalità di semplificazione e consente ai professionis