Obblighi dichiarativi delle società in liquidazione

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito, con la risoluzione 41/E del 26 aprile 2012, l’ambito applicativo – in presenza di operazioni di liquidazione societaria – del comma 8-bis dell’ articolo 2 del D.P.R. n. 322 del 1998, agevolazione introdotta dall’art. 2 del regolamento di “semplificazione” degli adempimenti fiscali (DPR 7 dicembre 2001, n. 435).

Tale norma consente ai contribuenti di rettificare in proprio favore le dichiarazioni purché l’integrazione avvenga entro il termine fissato, precisamente, “non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo“.

L’Amministrazione finanziaria, più volte interpellata sull’argomento, afferma che il termine stabilito dalla disposizione vada riferito al termine ordinario di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, unitariamente considerato, indipendentemente dal verificarsi dalla messa in liquidazione nel corso dell’anno.

 

La norma

Il comma 8-bis dell’articolo 2 del D.P.R. n. 322 del 1998 recita: “Le dichiarazioni dei redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dei sostituti di imposta possono essere integrate dai contribuenti per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito d’imposta o di un minor credito, mediante dichiarazione da presentare, secondo le disposizioni di cui all’articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo“.

 

Il quesito.

Le problematiche interpretative risolte nel documento di prassi di cui trattiamo, riguardano le operazioni di liquidazione societaria. La circostanza che, in presenza di tale evento straordinario, il contribuente sia tenuto a due distinti adempimenti dichiarativi, uno ante e uno post liquidazione, ha determinato l’incertezza circa la corretta determinazione del termine entro il quale è eventualmente possibile beneficiare della norma.

 

Il parere

La risoluzione spiega che la disposizione in esame, nel prevedere che la rettifica possa essere effettuata “non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo” intende riferirsi agli ordinari termini di presentazione della dichiarazione e specifica che la stessa non ha impatto con la norma di favore in esame.

Infatti, continua la risoluzione, “seppure si parli di “periodi di imposta” per identificare il lasso di tempo che si conclude con la messa in liquidazione, l’interpretazione letterale di tale locuzione porterebbe ad effetti non coerenti, in quanto il termine di presentazione della dichiarazione per tale periodo (sette mesi, ora nove mesi) potrebbe risultare coincidente con il termine di presentazione della dichiarazione per il periodo precedente, se non addirittura anticipato, impedendo di fatto al contribuente di poter rettificare la precedente dichiarazione”.

 

Le novità in materia di dichiarazione nella liquidazione societaria

L’argomento trattato offre lo spunto per ricordare le recenti modifiche introdotte dal decreto legge 16/2012 con riguardo agli obblighi di presentazione della dichiarazione dei redditi nei casi di liquidazione societaria incluse le ipotesi di revoca della liquidazione.

L’intervento del legislatore si spiega con l‘intento di allineare la disciplina fiscale alla disciplina civilistica vigente in materia.

 

Quadro normativo di riferimento

La materia è disciplinata: dal codice civile, all’art. 2484 “Cause di scioglimento” , all’art. 2485 “Obblighi degli amministratori” e all’art. 2487-ter che regola la nomina e la revoca dei liquidatori oltre a dettare i criteri di svolgimento della liquidazione; in ambito fiscale, dall’art. 5, D.p.r. 322/1998 “Dichiarazione nei casi di liquidazione”.

 

Il citato art. 5,

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