Il PVC fa prova fino a querela di falso

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 29 maggio 2012

il P.V.C. in quanto documento prodotto dalla Guardia di Finanza, cioè dalla pubblica autorità, fa prova fino a querela di falso

Con sentenza n. 7671 del 16 maggio 2012 (ud 21 marzo 2012) la Corte di Cassazione ha confermato che il processo verbale di constatazione fa piena prova fino a querela di falso.

 

LA DOGLIANZA

La società deduce, fra l’altro, l'omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo della controversia, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 5., “Avrebbe, infatti, errato il giudice di appello - a parere della contribuente - ad attribuire al processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza - recepito dal successivo atto impositivo - un valore probatorio determinante, quanto ai fatti in esso descritti, considerandoli 'veri', pure in presenza di fatti giustificativi, di segno contrario, opposti dalla F.A.L. s.r.l.”.

 

LA SENTENZA

Per la Suprema Corte la censura è palesemente infondata. “Questa Corte ha, per vero, più volte affermato che, in materia di accertamenti tributari, il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza, o da altri organi di controllo fiscale, è assistito da fede privilegiata, ai sensi dell'art. 2700 e. e, quanto ai fatti in esso descritti. Ne discende che - contrariamente a quanto assume la ricorrente - per contestare tali fatti è necessaria la proposizione della querela di falso, non essendo sufficiente la me