Valore venale dell’area edificabile ai fini ICI-IMU anche in assenza di piani attuativi

di Valeria Fusconi

Pubblicato il 14 aprile 2012

a fini ICI, un’area è da considerare comunque edificabile se è utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale, indipendentemente dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo

L’edificabilità di un’area, ai fini dell’applicabilità del criterio di determinazione della base imponibile fondato sul valore venale, deve essere desunta dalla qualificazione ad essa attribuita nel piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici attuativi”. Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4498 del 21 marzo scorso, citando non solo propria precedente giurisprudenza (Cass. SS.UU. n. 25506/2006, Cass. n. 25676/2008, n. 9510/2008 e n. 9778/2010), ma anche le norme introdotte dal D.L. 203/2005 e successivamente confermate dal D.L. n. 223/2006 (c.d. decreto Bersani).

Come correttamente rileva l’organo giudicante, già l’inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è sufficiente per far lievitare il valore venale dell’immobile e comunque, le norme introdotte a chiarimento del concetto di edificatorietà dei terreni delineano una nozione di area edificabile ampia e ispirata alla mera potenzialità edificatoria che, quindi, “non può essere esclusa dalla ricorrenza di vincoli o destinazioni urbanistiche che condizionano, in concreto, l’edificabilità del suolo giacchè tali limiti, incidendo sulle facoltà dominicali connesse alla possibilità di trasformazione urbanistico-edi