Le modalità di applicazione dell’imposta di registro sui contratti bancari

In ambito bancario le diverse modalità di stesura dei contratti finanziari incidono sulla differente modalità di applicazione dell’imposta di registro con diverso aggravio di costi per il cliente; la tipologia contrattuale applicata in tale ambito spesso deve coniugare le esigenze di celerità nella redazione e successiva sottoscrizione dei contratti bancari con quelle dei diversi effetti causati dalla forma prescelta in sede giudiziale in termini di dimostrazione dell’effettiva conclusione del contratto.
 
Il contratto bancario per corrispondenza e per scrittura privata
Appare tuttavia evidente che la quasi totalità dei contratti bancari e finanziari viene redatta con la tecnica di formazione per corrispondenza con lo scopo di assicurare al documento rapidità di attuazione e modesto dispendio di risorse economiche.
La formazione dell’atto per corrispondenza consente di esprimere alle parti la loro volontà attraverso una duplice ed autonoma rappresentazione documentale: la lettera di proposta sottoscritta dal proponente e la lettera di accettazione sottoscritta dall’accettante; il perfezionamento del contratto così formato, si ha nel momento in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione formale della controparte, per cui per tale fattispecie sarà necessario evidenziare l’avvenuta ricezione e conoscenza del documento.
 
Lo scambio della documentazione dovrà quindi concretizzarsi attraverso consegna diretta utilizzando la forma epistolare, quindi indicando l’indirizzo del destinatario e la firma del solo mittente, senza avvalersi necessariamente del servizio postale.
Il rispetto della forma epistolare appare fondamentale per evitare il concretizzarsi della diversa forma della scrittura privata semplice con differenti implicazioni in termini di imposizione indiretta come appresso vedremo.
 
La scrittura privata semplice, invece, consente di esprimere in un unico documento (emesso in duplice copia) le contestuali volontà contrattuali di banca e cliente; tale modalità consente a differenza dell’atto per corrispondenza, di dimostrare in sede giudiziale il perfezionamento dei contratti così redatti1.
La modalità di formazione del contratto bancario per corrispondenza si pone quindi in alternativa a quella della scrittura semplice anch’essa utilizzata nella prassi con differenti implicazioni di carattere fiscale.
 
La normativa sull’imposta di registro applicabile ai contratti bancari
 
Prima di entrare nel merito della questione, è opportuno ricordare che la nota all’art. 1 della Tariffa, Parte Seconda, allegata al Testo Unico dell’imposta di registro, stabilisce che sono assoggettati a registrazione solo in caso d’uso i contratti bancari e finanziari per i quali il titolo VI del D.Lgs. n.385/1993 stabilisce la forma scritta a pena di nullità; ne consegue che l’esonero dalla registrazione non sarebbe consentito solo per i contratti bancari redatti nella forma della scrittura privata autenticata e/o in quella dell’atto pubblico.
 
Appare evidente che l’esonero da registrazione e tassazione (riservata invece solo al verificarsi del “caso d’uso”) riguarda i contratti bancari e finanziari redatti nella forma di corrispondenza e scrittura privata senza alcuna formalità di registrazione in termine fisso.
Tuttavia un’attenta lettura ed interpretazione della citata disposizione normativa, evidenzia che la registrazione in caso d’uso è riservata per gli atti di cui agli “… art. 2, co. 1-3-6-9-10 della parte prima formati per corrispondenza, ad eccezione di quelli per i quali dal codice civile è richiesta a pena di nullità la forma scritta e di quelli aventi per oggetto cessioni di aziende o costituzioni di diritti di godimento …

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