L’accertamento con adesione sbarra la strada ai rimborsi

di Francesco Buetto

Pubblicato il 22 marzo 2012

il contribuente che ha concordato col Fisco l'accertamento con adesione, non può richiedere a rimborso le somme pagate per perfezionare tale procedura deflattiva del contenzioso

Con sentenza n. 29587 del 29 dicembre 2011 (ud. 24 novembre 2011) la Corte di Cassazione ha sbarrato, ancora una volta, le porte ad eventuali rimborsi su atti di adesione legittimamente redatti.

 

La questione

La parte ricorrente si duole, in sostanza, del fatto che il giudice di secondo grado abbia accolto una domanda di rimborso di imposta scaturente da un accertamento con adesione (previa determinazione della base imponibile in termini difformi da quelli determinati nell'atto di adesione all'accertamento) nonostante le somme dovute in base all'atto di adesione siano "irrefragabilmente dovute dal contribuente, sicchè questi non può chiederne mai il rimborso".

 

Il principio riaffermato

Richiamando due distinte e mai contraddette pronunce, la Corte riafferma che :"In tema di imposte sui redditi, poiché avverso l'accertamento definito per adesione è preclusa ogni forma d'impugnazione, devono ritenersi improponibili anche le istanze di rimborso in quanto costituirebbero una surrettizia forma d'impugnazione dell'accertamento in questione che, invece, in conformità alla "ratio" dell'istituto, deve ritenersi intangibile" (Cass. Sez. 5, Sentenza n. 20732 del 06/10/2010; Idem: Sez. 5, Sentenza n. 18962 del 28/09/2005). Ben vero, a mente del D.Lgs. n. 218 del 1997, art. 3, comma 4 (dettato per le altre imposte in