L'emendabilità della dichiarazione di successione

Con risoluzione n. 8 del 13 gennaio 2012 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sulla emendabilità della dichiarazione di successione.
 
Il caso
TIZIO è deceduto in XXX il 12/04/1995. Il de cuius, titolare di alcuni beni immobili nel comune di XXX , lasciava quale unico erede del proprio patrimonio il contribuente istante, CAIO. Quest’ultimo conferiva una procura generale allo zio SEMPRONIO, affinché provvedesse alla redazione e presentazione della dichiarazione di successione nonché alla gestione dei beni da lui ereditati. Dopo la morte dello zio, CAIO, rientrato nella gestione dei beni, ha rilevato che la dichiarazione di successione, a suo tempo presentata, conteneva degli errori.
Alcuni beni di proprietà del de cuius risultavano omessi nella dichiarazione e un cespite indicato per un valore di lire 12.000.000 aveva, in realtà, un valore effettivo di gran lunga inferiore rispetto a quanto riportato in successione, pari a lire 500.000.
Il contribuente chiede, quindi, di conoscere se sia possibile procedere alla variazione in diminuzione del valore del bene indicato in misura errata. Egli ritiene, comunque, che sia possibile modificare il valore del cespite indicato in modo errato nella dichiarazione di successione, presentando una dichiarazione modificativa.
 
Il parere delle Entrate
L’Amministrazione finanziaria prende le mosse dal dettato normativo di riferimento.
 
La regola generale
L’art. 31, c. 1, del D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 prevede che la dichiarazione deve essere presentata entro un anno dalla data di apertura della successione (nel 1995, data di apertura della successione di TIZIO, tale termine era fissato in sei mesi).
Il comma 3 del medesimo articolo stabilisce, inoltre, che fino alla scadenza del termine di presentazione, la dichiarazione di successione può essere modificata.
Tale disposizione consente, pertanto, ai contribuenti che hanno compiuto errori nella dichiarazione di successione di presentare una nuova dichiarazione, modificativa della precedente, comunque entro il termine di un anno dalla data di apertura della successione.
 
L’emendabilità della dichiarazione
Errori materiali o di calcolo
In ordine all’ipotesi di emendabilità della dichiarazione di successione oltre il termine previsto per la presentazione della dichiarazione, l’Amministrazione finanziaria ha avuto modo di fornire chiarimenti, tra l’altro, con la risoluzione 18 giugno 1999, n. 101.
Nella richiamata risoluzione, che esaminava la possibilità di procedere alla presentazione di una dichiarazione rettificativa, oltre il termine di presentazione della dichiarazione, per modificare in diminuzione il valore di un cespite, veniva rilevato che il principio dettato dall’art. 31, comma 3, del D.Lgs. n. 346/90 deve essere coordinato con la previsione dettata dall’art. 33, comma 2, del medesimo D.Lgs. secondo cui “in sede di liquidazione l’Ufficio provvede a correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dal dichiarante nella determinazione della base imponibile”.
Dal combinato disposto delle richiamate norme, concludeva la risoluzione, si desume che “al di fuori delle ipotesi di errore materiale o di calcolo che emergono ‘ictu oculi’, eventuali precisazioni o rettifiche per poter essere prese in considerazione dall’ufficio devono essere effettuate nelle stesse forme e negli stessi termini previsti per la dichiarazione che si intende correggere”.
Di fatto, la richiamata risoluzione riconosce la possibilità di procedere alla rettifica della dichiarazione anche oltre il termine previsto dall’articolo 31 nei soli casi di errori materiali o di calcolo, ovvero di errori che “siano riconoscibili, incontestabili e oggettivamente desumibili in modo evidente dallo stesso contesto della dichiarazione…

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