Manovra "Salva-Italia": non vi è più il divieto di ripetizione, in un periodo di sei mesi, degli accessi ispettivi presso i contribuenti

Come è noto, l’art. 7, c. 1, lett. a e c. 2, lett. a nn. 3 e 4 del D.L. 13 maggio 2011 n. 70 aveva disposto quanto di seguito riportato:

  1. esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed emergenza, il controllo amministrativo in forma d’accesso da parte di qualsiasi autorità competente deve essere unificato, può essere operato al massimo con cadenza semestrale, non può durare più di quindici giorni. Gli atti compiuti in violazione di quanto sopra costituiscono, per i dipendenti pubblici, illecito disciplinare. Codificando la prassi, la Guardia di Finanza, negli accessi di propria competenza presso le imprese, opera, per quanto possibile, in borghese;

  2. gli accessi sono svolti nell’osservanza del principio della contestualità e della non ripetizione per periodi di tempo inferiori al semestre;

  3. gli atti e i provvedimenti, anche sanzionatori, adottati in violazione delle disposizioni di cui sopra costituiscono, per i dipendenti pubblici che li hanno adottati, illecito disciplinare.

 

Da ultimo, ilc.d. “decreto Salva Italia” – D.L.6 dicembre 2011, n. 201, convertito in legge, con modificazioni, con convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, c. 1, L. 22 dicembre 2011, n. 214, ha modificato le dianzi evidenziate disposizioni normative in un’ottica di maggiore efficienza dell’attività di controllo ispettivo finalizzato al contrasto dell’evasione fiscale, alla luce della straordinaria necessità ed urgenza di garantire la stabilità economico-finanziaria del Paese nell’attuale eccezionale situazione di crisi internazionale e nel rispetto del principio di equità.

 

Infatti, il D.L. n. 211/2011, con l’art. 11, c. 7, lett. b, ha apportato sostanziali modifiche alle richiamate disposizioni di cui all’art.7 del D.L. n. 70/2011, con particolare riguardo ad aspetti rilevanti per l’attività di polizia economica e finanziaria demandata al Corpo della Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Entrate. Infatti, pur ribadendosi la necessità di coordinare gli accessi ispettivi da parte di tutti gli organi istituzionali competenti, è venuto meno l’obbligo di eseguire tali accessi in forma contestuale e, comunque, con cadenza non inferiore al semestre.

 

In particolare, con il c.d. “decreto Salva Italia” sono stati abrogati il comma 2 lettera a e comma 2 lettera b dell’articolo 7 del D.L. n. 70/2011 mentre il comma 1, lettera a del medesimo articolo è stato sostituito dal periodo di seguito riportato: “esclusi i casi straordinari di controlli per salute, giustizia ed emergenza, il controllo amministrativo in forma d’accesso da parte di qualsiasi autorità competente deve essere oggetto di programmazione da parte degli enti competenti e di coordinamento tra i vari soggetti interessati al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni nell’attività di controllo. Codificando la prassi, la Guardia di Finanza, negli accessi di propria competenza presso le imprese, opera, per quanto possibile, in borghese”.

 

In estrema sintesi, con specifico riguardo alle attività di polizia economica e finanziaria (verifiche fiscali, controlli sul rispetto degli strumentali, controlli sul “lavoro nero”) che necessitano di accessi presso la sede del contribuente, non è più previsto l’obbligo, a pena di nullità degli atti e con conseguenze disciplinari a carico degli operanti, del rispetto del principio della non ripetizione dei controlli in periodi di tempo inferiori al semestre.

 

Le modifiche normative da ultimo entrate in vigore, comunque, non apportano modifiche alle disposizioni introdotte dall’ art. 7, comma 2, lettera c), D.L. 13 maggio 2011, n. 70 ed inerenti i limiti temporali di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente. Infatti, nonostante la modifica apportata al comma 1, lettera a dell’articolo 7 del già citato D.L. n. 70/2011, resta ancora in vigore l’attuale formulazione dell’art. 12, c. 5 della Legge n. 212/2000 (c.d. Statuto dei diritti del contribuente), in ragione del quale:

  1. la…

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