Il rimborso spese chilometrico

di Marco Righetti

Pubblicato il 30 maggio 2007

Il dipendente o l’amministratore che utilizza la propria auto per fini aziendali ha diritto al rimborso spese non tassato basato sulle tariffe Aci, in relazione alla percorrenza effettuata.

AUTOVETTURA DI PROPRIETA’ DEL DIPENDENTE O DELL’AMMINISTRATORE
UTILIZZATA PER FINI AZIENDALI

 

Prudenzialmente è opportuno ricorrere alla classe chilometrica di riferimento, per la determinazione di suddetto rimborso, che considera i chilometri annui complessivamente percorsi dal dipendente/amministratore (vale a dire sia per esigenze di lavoro che per motivi
personali).

L’impresa si deduce il 100% del rimborso spese per una vettura che abbia al massimo 17 cf (benzina) o 20 cf (diesel); superate queste soglie, si deduce comunque un rimborso per una
vettura con 17 o 20 cf.

Per dimostrare la deducibilità del rimborso si consiglia (anche se non obbligatoria) di stilare un’apposita lettera d’incarico, e una specifica quietanzata controfirmata; si sconsiglia pertanto
di effettuare rimborsi senza la predetta documentazione.

Si precisa che la deducibilità di tale costo non è riconosciuta ai fini Irap in quanto trattasi di un rimborso forfetario (mentre sono deducibili i cosiddetti rimborso a piè di lista).

Di seguito si propone:

  • un fac-simile di “nota spese” mensile da compilarsi per il rimborso chilometrico;

  • un esempio di compilazione della stessa utilizzando le tariffe Aci disponibili liberamente sul sito aci.it nella sezione “costi chilometrici”.

 

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