Chi va in pensione durante l’anno 2025 vedrà rivalutato del 3,6622% il montante contributivo, cioè la somma di tutti i contributi versati durante la vita lavorativa su cui si calcola l’assegno di pensione.
Il tasso per la rivalutazione è fissato ogni anno dall’Istat, in misura pari alla variazione del Pil verificatasi nei cinque anni precedenti: rispetto al 2023 (anno in cui il coefficiente si è fermato al 2,3082%) le pensioni saranno lievemente più generose.