Operazioni fuori campo ed applicazione dell'IVA: rischio di detrazione del tributo

La Cassazione si esprime sulla detrazione IVA in caso di errata applicazione o di applicazione di tributo non dovuto, appoggiandone l’esclusione. Ma la questione ha dato origine a pareri contrastanti in giurisprudenza…

La Cassazione sulla detrazione IVA in caso di erronea applicazione del tributo

operazioni fuori campo iva detrazioneLa Corte di Cassazione ha interpretato restrittivamente la disposizione che, introdotta dalla L n. 205/2017, consente la detrazione dell’Iva da parte del cessionario, nell’ipotesi in cui il contribuente abbia commesso un errore e il tributo non avrebbe dovuto essere applicato.

Secondo la Suprema Corte, che si è pronunciata con la sentenza n. 24289 depositata il 3 novembre scorso, la disposizione è applicabile unicamente qualora l’errore abbia interessato l’applicazione di un’aliquota superiore a quella corretta.

Se si segue l’interpretazione restrittiva proposta, non è possibile considerare in detrazione l’Iva qualora il contribuente abbia ritenuto imponibile un’operazione che nella realtà è non imponibile, esente o fuori campo Iva.

Sullo stesso argomento abbiamo pubblicato anche “Operazioni fuori campo IVA ed erronea applicazione del tributo”

 

La legge n. 205/2017

La legge n. 205/2017 ha modificato l’art. 6, comma 6 del D.Lgs n. 471/1997.

In particolare, è stato aggiunto il seguente periodo:

in caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, fermo restando il diritto del cessionario o committente alla detrazione ai sensi degli artt. 19 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, l’anzidetto cessionario o committente è punito con la sanzione amministrativa compresa fra 250 euro e 10.000 euro.

La restituzione dell’imposta è esclusa qualora il versamento sia avvenuto in un contesto di frode fiscale”.

Il problema trae origine dal significato attribuibile all’espressione “in caso di applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva …”.

La Corte di Cassazione ha privilegiato un’interpretazione di tipo letterale ritenendo che la detrazione dell’imposta erroneamente addebitata fosse consentita solo se l’operazione posta in essere fosse comunque imponibile.

In buona sostanza l’addebito maggiore rispetto alla “misura effettiva” sottende che l’operazione avrebbe dovuto essere comunque assoggettata ad imposizione.

Pertanto, secondo tale lettura della disposizione, la detrazione non dovrebbe essere consentita se l’operazione posta in essere non è imponibile, oppure è esente o anche è fuori campo di applicazione dell’Iva.

 

Interpretazioni restrittive a confronto

Il problema in esame ha dato origine a numerose controversie sin dall’approvazione della disposizione oggetto di contenzioso con interpretazioni “altalenanti”.

La Guarda di Finanza con la circolare 13 aprile 2018, n. 114153 non ha menzionato le operazioni escluse.

La giurisprudenza di merito invece ha negato il beneficio della detrazione per le operazioni esenti.

In questo senso si è espressa la Commissione Tributaria provinciale di Milano del 3 dicembre 2018, n. 5497/2018, ma anche la Commissione Tributaria Provinciale di Trento del 28 febbraio 2019, n. 20/1/19.

Inoltre, la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con decisione del 13 settembre 2019, n. 3843/21/2019 ha escluso il beneficio della detrazione con riferimento alle operazioni escluse. 

Pertanto, se l’operazione posta in essere è fuori campo Iva ed il cedente, a causa di un errore, ha ritenuto tale operazione imponibile, secondo tale orientamento restrittivo il cessionario non potrebbe far valere la detrazione dell’Iva.

Questa interpretazione è stata così ritenuta corretta anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza in commento.

Secondo la Suprema Corte, la disposizione in commento è applicabile solo se è stata addebitata una maggiore Iva rispetto a quella comunque dovuta.

Ad esempio, se il tributo è stato applicato nella misura del 10 per cento anziché del 4 per cento, con un errore commesso sull’aliquota, al cessionario committente sarà riconosciuta la detrazione dell’Iva con…

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