Operazioni fuori campo IVA ed erronea applicazione del tributo

Le novità normative relative alle operazioni fuori campo IVA: cerchiamo di risolvere i dubbi relativi ai casi di errata applicazione della detrazione IVA ad operazioni fuori campo. Le responsabilità in capo al cedente e al cessionario.

Operazioni fuori campo IVA ed erronea applicazione del tributoOperazioni fuori campo IVA: il caso delle cessioni di beni strumentali

 

L’Agenzia delle entrate contesta di frequente l’applicazione dell’Iva alle singole cessioni di beni strumentali, effettuate autonomamente, ma in un arco temporale ben limitato. Quando le predette operazioni sono effettuate in favore del medesimo soggetto, l’Agenzia delle entrate riqualifica le predette operazioni attribuendo alle stesse la natura di cessione di azienda. Tale atto di trasferimento qualifica le operazioni fuori campo Iva.

Pertanto, in sede di accertamento, viene disconosciuta la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto in capo al cessionario con l’irrogazione della relativa penalità.

L’acquirente, che ha considerato in detrazione l’Iva erroneamente addebitata, dopo aver subito l’accertamento dell’Amministrazione finanziaria potrà chiedere la restituzione della somma non dovuta al cedente.

Tale soggetto potrà a sua volta chiedere all’Erario la restituzione del tributo erroneamente addebitato, ma successivamente versato nelle casse dello Stato.

 

La novità normativa e la portata retroattiva della stessa

 

Dal 1° gennaio 2018, la legge n. 205/2017 ha riconosciuto il diritto alla detrazione dell’Iva addebitata in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente/prestatore.

L’unica conseguenza per il cessionario è l’irrogazione della sanzione in misura fissa da 250 a 10.000 euro.

La formulazione normativa ha subito dato luogo ad una serie di dubbi interpretativi.

La Corte di Cassazione ha ritenuto applicabile anche per il passato le sanzioni più favorevoli, ma ha circoscritto l’applicazione del principio del favor rei.

La possibilità per l’acquirente di non subire il disconoscimento della detrazione era circoscritta, secondo questo orientamento restrittivo, agli atti posti in essere dal 1° gennaio 2018.

La portata retroattiva della disposizione per ciò che riguarda le sanzioni, ma anche la conservazione del diritto alla detrazione dell’Iva addebitata erroneamente, è stata affermata espressamente dal D.L. n. 34/2019.

 

L’ambito applicativo del D.L. n. 34/2019

 

L’intervento realizzato dal c.d. decreto crescita ha contribuito ad eliminare, ma solo in parte, le incertezze applicative.

L’ambito applicativo della disposizione è ancora da chiarire.

I dubbi traggono origine proprio dalla formulazione lessicale della disposizione a dir poco infelice.

Il legislatore ha utilizzato l’espressione “applicazione dell’imposta in misura superiore a quella effettiva”.

A tal proposito non sussistono dubbi sull’applicabilità della norma alle operazioni imponibili, qualora il cedente abbia applicato per errore un’aliquota superiore a quella effettiva.

In tale ipotesi l’errore avrà determinato l’esercizio della rivalsa in misura superiore a quella effettiva.

Le incertezze più rilevanti riguardano le operazioni esenti, non imponibili e fuori campo Iva che vengono erroneamente assoggettate ad Iva.

Secondo un’interpretazione letterale il contribuente non ha applicato la maggiore imposta rispetto a quella effettiva, ma ha “trasformato” in operazioni imponibili, cessioni e prestazioni la cui Iva sarebbe risultata pari a “zero” in ragione dell’esenzione, della non imponibilità o della completa irrilevanza delle stesse.

Secondo questo orientamento l’Iva addebitata non è detraibile in quanto le operazioni che hanno determinato l’esercizio della rivalsa, risulterebbero, sia pure per ragioni diverse, completamente detassate.

 

La dottrina prevalente: l’indebita detrazione delle operazioni fuori campo IVA

 

La dottrina prevalente ravvisa un’identità sostanziale tra il caso dell’indebita detrazione causata dall’applicazione di un’aliquota errata, rispetto all’indebita detrazione perché l’operazione è stata ritenuta fuori campo, esente o non imponibile.

Ulteriori elementi favorevoli ad una soluzione positiva…

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