Passaggio a regime forfettario 2023

di Fabio Balestra

Pubblicato il 11 gennaio 2023

In considerazione dell’ampliamento a euro 85.000 di ricavi/compensi del limite di accesso al regime forfettario contenuto nella Legge di Bilancio 2023, è necessario fare una sintesi degli aspetti reddituali e Iva da tenere in considerazione nel caso in cui un soggetto decida di divenire forfettario a decorrere dal 1° gennaio 2023.
In questo contributo verranno esaminate le criticità relative alle imposte sui redditi, all’imposta sul valore aggiunto e agli obblighi di permanenza nei diversi regimi fiscali di professionisti e aziende oltre che al raccordo tra componenti positivi e negativi a cavallo d’anno.

Regime forfettario: le novità della Legge di Bilancio 2023

regime forfettario 2023La Legge di Bilancio 2023, al comma 54 (“Modifiche al regime forfettario”) prevede seguenti modifiche all’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190:

  1. al comma 54, lettera a), le parole: “euro 65.000” sono sostituite dalle parole: “euro 85.000”
     
  2. al comma 71 sono aggiunti i seguenti periodi:
    Il regime forfetario cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti sono superiori a 100.000 euro.
    In tale ultimo caso è dovuta l'imposta sul valore aggiunto a partire dalle operazioni effettuate che comportano il superamento del predetto limite.”

Con questa novità molti contribuenti hanno la possibilità di entrare nel regime forfettario già dal 2023.

Infatti l’incremento da 65.000 a 85.000 euro apre una finestra più ampia a quei soggetti che con i vecchi limiti erano esclusi dal regime agevolato.

Occorre tuttavia precisare che la Legge di Bilancio 2023 non solo alza il limite dei ricavi ma introduce anche un ulteriore limite (100.000 euro) superato il quale il soggetto decade dal regime agevolato dall’anno in corso.

Questa modifica rappresenta certamente una novità importante e di cui tenere conto, dal momento che nel “vecchio” regime forfettario non era presente alcun limite che imponesse la decadenza dal regime agevolato dall’esercizio in corso.

 

Ricorda

Per ritrovare un limite di questa portata occorre risalire al “vecchio” regime dei contribuenti minimi ex art. 1 Legge 244/2007. In costanza di tale regime se si superava il limite massimo dei 30.000 euro di ricavi si verificava la decadenza dal regime dall’anno successivo.

Tuttavia nel caso di superamento dei 45.000 euro di ricavi la decadenza veniva anticipata dal periodo d’imposta in corso.

Nelle considerazioni che dovranno essere fatte nel cambio di regime non potrà non tenersi conto di questo aspetto perché la decadenza dall’anno in corso produce effetti dirompenti sia dal punto di vista IVA che dal punto di vista dei redditi.

In caso di superamento degli 85.000 di ricavi/compensi le due situazioni che dal 2023 si possono verificare sono le seguenti:

  • in caso di ricavi o compensi di ammontare compreso tra 85.001 euro e 100.000 euro, il