Riforma della Giustizia Tributaria: giudice monocratico e nuova conciliazione

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 21 settembre 2022

Tra le varie novità introdotte dalla legge di riforma della giustizia tributaria si annovera, nell’ottica della semplificazione del contenzioso tributario, la competenza del giudice monocratico e la rivisitazione della conciliazione.

Riforma della Giustizia Tributaria: due fondamentali novità

Con la legge n. 130/2022, entrata in vigore il 16 settembre 2022, sono introdotti, tra l’altro, un ruolo autonomo e professionale della magistratura tributaria con 576 giudici tributari reclutati tramite concorso per esami; l’ammissione della prova testimoniale scritta.

La sospensione giudiziale dell’atto impositivo impugnato ex art. 47 d lgs n. 546/1992, nonché lo spostamento dell’onere probatorio a carico dell’amministrazione finanziaria e la definizione agevolata delle controversie pendenti dinanzi la Corte di Cassazione.

 

Le competenze del giudice monocratico - articolo 4-bis D.lgs. n. 546/1992

La norma introdotta all’art. 4-bis al D.lgs n. 546/1992 stabilisce, per il nuovo anno, che le Corti di giustizia tributarie di primo grado, (come saranno definite con la riforma) decidono in composizione le controversie di valore fino a 3.000 €, con esclusione delle controversie di valore indeterminabile.

Infatti per tutti i ricorsi notificati dal 1° gennaio 2023, le nuove controversie di valore entro i tremila mila euro affidate alle corti di Giustizia tributaria di primo grado, saranno assegnate al giudice monocratico.

Il successivo secondo comma prevede che per valore della lite deve intendersi quello determinato ai sensi dell’art. 12, comma 2, d lgs n. 546/92 secondo cui l'importo