Comunione legale: la sentenza di scioglimento è esente dall’imposta di registro?

di Isabella Buscema

Pubblicato il 29 marzo 2021



La sentenza che scioglie la comunione legale tra gli ex coniugi va esente dall’imposta di registro? Tutti gli atti collegati alla separazione/divorzio dei coniugi sono esenti senza più distinzione tra atti necessari o stipulati in occasione di tale evento?

Sentenza di scioglimento della comunione legale tra coniugi e benefici fiscali: principio

scioglimento comunione legale Il beneficio fiscale di cui all'art. 19 della L. n. 74/1987 spetta anche alle sentenze di scioglimento della comunione legale tra i coniugi dopo la separazione.

I provvedimenti giudiziali che definiscono rapporti patrimoniali dipendenti dalla lite "divorzile", come la sentenza che pronuncia lo scioglimento della comunione tra i coniugi dopo la separazione, hanno diritto all'esenzione prevista dall'art. 19 della legge n. 74/1987, che dunque non sarà sottoposta ad alcun prelievo fiscale.

Non è soggetta a prelievo fiscale la sentenza che scioglie la comunione fra i coniugi dopo la separazione.

Il beneficio riguarda, infatti, tutti i provvedimenti che regolano i rapporti patrimoniali consequenziali alla separazione giudiziale, quindi anche le sentenze di divisione.

Tale assunto è stato precisato dalla Corte di cassazione.

 

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Questi gli argomenti qui trattati:

 

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La vicenda

Nel caso di specie, dopo l’omologa della separazione di due coniugi, è intervenuto lo scioglimento giudiziale della comunione legale e l'assegnazione dei beni da parte del Tribunale.

Il fisco, pertanto, ha notificato avviso di liquidazione per la corresponsione delle imposte di registro e accessori, ritenendo la suddetta sentenza non esente da imposta di registro.

Il giudice del gravame, applicando il regime di esenzione di cui all'art. 19 della L. n. 74/87, ha accolto le doglianze del contribuente

 

La Pronuncia della Cassazione

Gli Ermellini, con la pronuncia citata, respingendo il ricorso in cassazione hanno confermato[1] che l'agevolazione in parola si estende anche ai provvedimenti di divisione giudiziale.

Secondo gli Ermellini, in particolare, la normativa contenuta nella Legge n. 74/1987 va interpretata nel senso che il beneficio