Economia circolare: l’incentivo del Mise

di Giovanna Greco

Pubblicato il 24 dicembre 2020

Incentivo volto alla riconversione delle attività produttive delle imprese nell’ambito dell’economia circolare. Facciamo il punto sulle modalità di richiesta e sulla procedura per il riconoscimento.

Incentivo MISE per la riconversione delle attività produttive

economia circolare incentivo miseA partire dallo scorso 3 dicembre 2020 è possibile usufruire dell’incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo economico (MISE) e gestito da Invitalia per favorire la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare, che mantiene il più a lungo possibile il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse e che riduce al minimo la produzione di rifiuti.

economia circolare incentivo miseLa precompilazione delle domande per richiedere l’incentivo promosso dal MISE e gestito da Invitalia.

Per concludere la procedura di presentazione della domanda, partita il 10 dicembre, è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del legale rappresentante della società.

Ovviamente, al termine della procedura on line viene assegnato un protocollo elettronico.

La misura, che ha una dotazione di 217 milioni di euro, è rivolta a imprese di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca.

Le agevolazioni sono concesse nelle forme del finanziamento agevolato e del contributo alla spesa.

[NdR: Sulle agevolazioni alle imprese abbiamo pubblicato diversi approfondimenti, ad esempio: "Agevolazioni alle imprese per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e green, transizione digitale"]

 

Ambito soggettivo dell'incentivo del MISE

I beneficiari dell'incentivo sono le aziende:

  • di qualsiasi dimensione che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, che presentano progetti singolarmente o in forma congiunta;
     
  • che operano in regime di contabilità ordinaria;
     
  • che dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati oppure, per le imprese individuali e le società di persone, disporre di almeno due dichiarazioni dei redditi presentate.

Attenzione: lo strumento Economia circolare è rivolto ad imprese. Solo per i progetti congiunti sono ammessi anche gli organismi di ricerca, pubblici e privati, in qualità di co-proponenti.

 

Ambito oggettivo

L’incentivo sostiene attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto e finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti.

L’obiettivo dei progetti presentati nell’ambito dello strumento Economia Circolare deve consistere nel mettere a punto un’attività di riconversione produttiva delle attività economiche nell’ambito dell’economia circolare, in una o più delle seguenti linee di intervento:

  • innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti;
     
  • progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
     
  • strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;
     
  • sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

 

I progetti ammessi

 Sono ammissibili progetti con elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità, realizzati nell’ambito del ciclo produttivo e rilevanti per l’economia circolare (decreto 11 giugno 2020).

I progetti ammissibili inoltre devono:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali sul territorio nazionale;
     
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 500 mila euro e non superiori a 2 milioni di euro;
     
  • avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi.

 

Le spese ammissibili

Possono essere ammesse diverse tipologie di spese.

Nello specifico trattasi di :

  • Strumenti e attrezzature: sono ammissibili solo se di nuova fabbricazione e risultano ammissibili nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo.
    Nel caso in cui il periodo di utilizzo per il progetto degli strumenti e delle attrezzature sia inferiore all’intera vita utile del bene sono ammissibili solo le quote di ammortamento fiscale ordinarie relative al periodo di svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo.
     
  • Spese del personale: sono ammissibili i costi del personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione o di somministrazione lavoro, oppure titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori e altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo previste dal progetto.
     
  • Servizi di consulenza: sono ammissibili servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how; sono inoltre ammissibili in questa categoria i costi del lavoro del personale non dipendente attinente le attività progettuali, svolto presso sedi esterne.
     
  • Spese generali: sono calcolate su base forfettaria al 25% dei costi diretti ammissibili del progetto.
     
  • Materiali: costi relativi ai materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto, di nuova fabbricazione.
    Nel caso di utilizzo di materiali esistenti in magazzino, il costo ammissibile è quello d’inventario di magazzino.

 

Le spese non ammesse

Non sono ammessi i titoli di spesa il cui importo sia inferiore a 500 euro ei titoli di spesa o documenti contabili aventi valore probatorio equivalente – la cui data non risulti compresa nel periodo di svolgimento del progetto o per i quali, in sede di verifiche di monitoraggio della spesa presentata, non risulti essere stato effettuato il pagamento.

 

Le agevolazioni

le agevolazioni riconosciute sono:

  • finanziamenti agevolati del Fondo rotativo imprese e ricerca (FRI), fino al 50% delle spese e dei costi ammissibili;
     
  • contributi alla spesa, in misura delle seguenti percentuali delle spese e dei costi ammissibili:
    • 20% per le micro e piccole imprese e per gli organismi di ricerca;
    • 15% per le medie imprese;
    • 10% per le grandi imprese.

Le agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato e del contributo alla spesa possono essere concesse alle imprese unicamente in concorso tra loro, seguendo i vincoli di destinazione territoriale previsti per i contributi.

 

La presentazione della domanda

Le imprese possono presentare la domanda solo ed esclusivamente online, a partire dal 10 dicembre 2020, anche in forma congiunta, dal lunedì al venerdì (ore 10.00-19.00), utilizzando la procedura informatica indicata nel sito internet del Ministero dello Sviluppo economico nella sezione Progetti di ricerca e sviluppo per l’economia circolare.

La procedura di precompilazione delle domande è disponibile già dal 3 dicembre 2020.

 

A cura di Giovanna Greco

Giovedì 24 dicembre 2020