Fattura elettronica: in vigore i nuovi codici

Dall’1 ottobre 2020 sono entrati in vigore – anche se solo in via facoltativa – nuovi codici da inserire nella fattura elettronica.
Fino al 31 dicembre 2020 potranno essere utilizzati i precedenti codici. Dall’1 gennaio 2021 l’utilizzo dei nuovi codici sarà obbligatorio.

I nuovi codici per la fattura elettronica: premessa

fattura elettronica nuovi codiciDall’1 ottobre 2020 sono entrati in vigore – anche se solo in via facoltativa – nuovi codici da inserire nella fattura elettronica.

Fino al 31 dicembre 2020 potranno essere utilizzati i precedenti codici di cui alla versione 1.5 delle specifiche tecniche allegate al provvedimento dell’agenzia delle Entrate 30 aprile 2018, n. 89757.

Dall’1 gennaio 2021 l’utilizzo dei nuovi codici – versione 1.6.1 delle specifiche tecniche – sarà obbligatorio.

(Per approfondire…“Fatture elettroniche: nuovi codici obbligatori dal 4 maggio 2020” di Vincenzo D’Andò)

 

Entrata in vigore

Il provvedimento dell’agenzia delle Entrate 20 aprile 2020, n. 166579, oltre a prevedere la nuova versione delle specifiche tecniche ha previsto la seguente scansione temporale di entrata in vigore delle nuove codifiche:

  • dall’1 ottobre al 31 dicembre 2020 potranno essere utilizzati, indifferentemente, i nuovi codici oppure quelli precedenti;
     
  • dall’1 gennaio 2021 potranno essere utilizzati solo i nuovi codici. Da questa data alcuni codici non potranno essere più utilizzati.

È previsto che l’utilizzo dei nuovi codici riguardi – obbligatoriamente – le operazioni effettuate dall’ 1 gennaio 2021.

Per il concetto di “effettuazione” delle operazioni valgono le regole di cui all’articolo 6, Dpr 633/1972, ossia, considerando i casi più frequenti:

  1. cessione di beni immobili: atto di compravendita;
  2. cessione di beni mobili: consegna o spedizione degli stessi.
  3. prestazione di servizi: all’atto del pagamento (leggasi “incasso”) del corrispettivo.

Quindi, ad esempio:

  • un incasso avvenuto in data 28/12/2020 per una prestazione di servizi potrà essere fatturato utilizzando i nuovi codici o i vecchi codici, in quanto l’operazione si considera effettuata entro il 31/12/2020.
    A nulla rileva il fatto che il documento (il file xml della fattura elettronica) venga trasmesso al SdI in data 3/1/2021;
     
  • una fattura differita, trasmessa al SdI entro il 15 gennaio 2021 ma relativa a consegne di beni effettuate nel mese di dicembre 2020, segue il regime transitorio (facoltà di utilizzo dei nuovi codici e possibilità di continuare ad utilizzare quelli “vecchi”).

Quanto detto è motivato dal fatto che:

  • i nuovi codici vanno utilizzati obbligatoriamente per le operazioni “effettuate” dall’ 1 gennaio 2021; prima di tale data l’utilizzo degli stessi è facoltativo;
     
  • la data che compare sul documento “fattura” è la data di effettuazione dell’operazione, mentre quella di emissione (ossia, di trasmissione; cfr. articolo 21, comma 1, Dpr 633/1972) viene rilevata dal SdI al momento dell’invio telematico del file in formato xml (circolare agenzia entrate 17 giugno 2019, n. 14/E).
    Le due date (quella di effettuazione e quella di emissione) possono non coincidere (articolo 21, comma 2, lettera g-bis), Dpr 633/1972): in tal caso, la fattura deve contenere la data di effettuazione dell’operazione (nel campo Data fattura) mentre la data di emissione (trasmissione) verrà rilevata in automatico dal SdI (i termini di emissione sono, in genere: 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione per le fatture immediate, giorno 15 del mese successivo per le fatture differite e fine del mese successivo per le fatture super-differite, di cui all’articolo 21, comma 4, lettera b), del Dpr 633/1972).

Evidentemente, l’utilizzo dei nuovi codici da parte solo di alcuni soggetti potrebbe creare delle difficoltà in ordine alla contabilizzazione automatica dei documenti ricevuti tramite il Sistema di Interscambio (SdI), qualora il soggetto ricevente non sia pronto, con gli aggiornamenti software, per la “lettura” del file xml.

 

Scopo delle modifiche

L’obiettivo è di far transitare per il SdI maggiori informazioni di dettaglio al fine di consentire all’amministrazione finanziaria di mettere a disposizione dei soggetti passivi Iva…

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