Professionista: la diffida ad adempiere per il domicilio digitale

Il collegio o l’ordine di appartenenza può, entro 30 giorni, diffidare il professionista ad adempiere, nel caso in cui non abbia dato opportuna comunicazione entro il 1° ottobre
del proprio domicilio digitale.

Professionista e diffida ad adempiere: inquadramento

diffida ad adempiere professionista domicilio digitaleIl professionista che non ha comunicato entro il 1° ottobre il proprio domicilio digitale all’albo o elenco di appartenenza è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza.

In caso di mancata ottemperanza alla diffida, il Collegio o Ordine di appartenenza applica la sanzione della sospensione dal relativo albo o elenco fino alla comunicazione dello stesso domicilio.

L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati identificativi degli iscritti e il relativo domicilio digitale, ovvero la reiterata inadempienza dell’obbligo di comunicare all’indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti l’elenco dei domicili digitali ed il loro aggiornamento costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell’ordine inadempiente ad opera del Ministero vigilante sui medesimi.

E’ con la Circolare del 29/09/2020 n. 45/2020 che la rete delle professioni tecniche chiarisce le disposizioni atte a favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e professionisti.

Si tratta, in sostanza, di un ammonimento formale rivolto all’iscritto, preannunciandogli conseguenze pregiudizievoli (la sospensione dall’albo), se non porrà in essere una determinata condotta entro il termine di trenta giorni (l’attivazione di un domicilio digitale).

(Per approfondire…“Imprese: obbligo di comunicazione del domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020”)

 

Mancata comunicazione del domicilio digitale il parere da parte della rete delle professioni tecniche

In sintesi:

  • al posto di obbligo del possesso della Pec (posta elettronica certificata) si parla ora – di obbligo del possesso di un domicilio digitale;
     
  • il cd. domicilio digitale non è altro che un recapito digitale, legato ad un indirizzo di posta elettronica certificata o ad altro recapito certificato qualificato, previsto per legge;
     
  • per effetto della riforma il domicilio digitale diventa obbligatorio per imprese e professionisti iscritti agli albi professionali e si rafforza il sistema sanzionatorio;
     
  • viene introdotto l’obbligo della diffida ad adempiere, entro 30 giorni, che gli Ordini sono tenuti a trasmettere agli iscritti che non hanno comunicato il proprio domicilio digitale all’Ordine di appartenenza;
     
  • in caso di mancato riscontro positivo alla diffida, l’Ordine di appartenenza deve applicare la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione (la legge riporta: “sospensione dal relativo albo o elenco”).
    Sospensione che terminerà nel momento in cui l’iscritto comunica all’Ordine l’avvenuta attivazione di un domicilio digitale.

[CONTINUA…–> scarica il PDF dal tasto rosso più sotto… –>]

 

A cura di Cinzia De Stefanis

Lunedì 12 ottobre 2020

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