Le spese per la formazione del personale: aspetti civilistici, fiscali e contabili

Aggiornamento, addestramento e riqualificazione del personale. La rapida evoluzione tecnologica dei processi produttivi impone alle imprese di investire, con frequenza, sulla formazione del personale dipendente. Si pone quindi il problema di definire, ai fini fiscali, le ipotesi in cui tali costi possano essere spesati nell’esercizio di competenza, ovvero capitalizzati e dedotti in più annualità.

Spese di formazione del personale: trattamento civilistico e principi contabili

spese formazione professionaleIl legislatore civilistico non ha previsto norme particolari che regolano le spese di formazione, qualificazione ed addestramento del personale.

(Per approfondire…“Spese per la formazione del personale: compensabile in F24 il credito d’imposta”)

A tale riguardo soccorre il principio contabile OIC n. 24 <Immobilizzazioni>, § 44, secondo cui si tratta di costi di periodo e pertanto sono iscritti nel conto economico dell’esercizio in cui si sostengono.

Essi possono essere capitalizzati soltanto quando assimilabili ai costi di start-up e sostenuti in relazione ad una attività di avviamento di una nuova società o di una nuova attività.

Tali costi sono altresì differibili se essi sono direttamente sostenuti in relazione ad un processo di riconversione o ristrutturazione industriale (o commerciale, nel caso si tratti di agenti), purché tale processo si sostanzi in un investimento sugli attuali fattori produttivi e purché comporti un profondo cambiamento nella struttura produttiva (cambiamenti dei prodotti e dei processi produttivi), commerciale (cambiamenti della struttura distributiva) ed amministrativa della società.

Tali ristrutturazioni e riconversioni industriali e/o commerciali, precisa il principio contabile, debbono risultare da un piano approvato dagli amministratori, da cui risulti la capacità prospettica della società di generare flussi di reddito futuri, sufficienti a coprire tutti i costi e le spese, ivi inclusi gli ammortamenti dei costi capitalizzati.

Costi di riduzione del personale: non capitalizzabili

Per completezza OIC 24, al § 45, sottolinea che i costi straordinari di riduzione del personale (ad esempio, gli incentivi) per favorire l’esodo o la messa in mobilità del personale e dei lavoratori ad esso assimilabili, per rimuovere inefficienze produttive, commerciali o amministrative e simili, non sono capitalizzabili nell’attivo patrimoniale in quanto, oltre a sostanziarsi in una eliminazione di fattori produttivi, vengono sostenuti in contesti della vita della società nei quali l’aleatorietà della loro recuperabilità è talmente elevata da non soddisfare i requisiti per l’iscrizione.

L’argomento è stato affrontato anche dal principio contabile internazionale IAS 38, che adotta una soluzione per certi versi differente rispetto a quella avanzata dal principio contabile n. 24.

In virtù di tale indicazione di prassi, eccetto che per le concentrazioni aziendali, i costi sostenuti che non soddisfano i requisiti per il riconoscimento come attività immateriali, dovrebbero essere spesati a conto economico.

Pertanto, andrebbero comunque imputati a conto economico:

  • costi di ricerca;
  • costi sostenuti prima della apertura di un nuovo stabilimento, costi di start-up sostenuti prima che gli impianti producano a regime (impianto e ampliamento, avviamento impianti);
  • spese di costituzione (legali e notarili);
  • costi di addestramento e formazione del personale;
  • costi di pubblicità e oneri relativi;
  • e costi di ristrutturazione e costi sostenuti per la riorganizzazione del business o di una linea di produzione.

 

Spese di formazione del personale: rilevanza fiscale

Il Testo Unico delle Imposte dirette, approvato con D.P.R. 22/12/1986, n. 917, al comma 3 dell’art. 108, stabilisce che le spese di formazione del personale sono riconducibili alle spese pluriennali, relative a più esercizi, deducibili per la quota imputabile a ciascun esercizio.

La deducibilità è rimessa alla discrezionalità del soggetto acquirente in base al programma di ammortamento predisposto. Come segnalato da alcuni Autori ([1]) la giurisprudenza tributaria è intervenuta, a più riprese, sull’argomento.

Infatti, “…Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3871/2002 ha affermato che è facoltà dell’imprenditore scegliere se dedurre il costo in un unico esercizio o se frazionarne la deduzione, fino ad un massimo…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it