La revocatoria delle rimesse bancarie: aspetti pratici

In questo articolo trattiamo di aspetti pratico-operativi legati all’azione revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie, sulla base della normativa attuale e anche di quella che sarà post riforma (dall’1 settembre 2021).

revocatoria delle rimesse bancarieRevocatoria delle rimesse bancarie: introduzione

La revocatoria delle rimesse bancarie è un istituto a nostro avviso colpevolmente trascurato, oggigiorno.

E’ ben vero che, aver ridotto il termine di riferimento da un anno a sei mesi con la riforma del 2005, l’ha di fatto depotenziata, ma la revocatoria delle rimesse bancarie ben può trovare applicazione soprattutto nei casi di consecuzione delle procedure.

Qui esaminiamo degli aspetti pratici, concreti, per lo più non trattati da altri.

Oggi la questione è trattata da due articoli della legge fallimentare, l’art. 67 e e l’art. 70 della legge fallimentare.

In pratica però si applica quasi sempre ed esclusivamente il risultato che deriva dall’applicazione dell’art. 70, come chi si occupa della materia sicuramente ha avuto modo di riscontrare, nella pratica.

Nel periodo di provata conoscenza dello stato di insolvenza, l’art. 67 legge fallimentare prevede la possibilità di intraprendere l’azione revocatoria delle rimesse bancarie che hanno ridotto l’esposizione in misura consistente (con la prossima riforma, parrebbe che la consistenza sia espunta) e durevole, mentre il successivo art. 70 prevede che l’importo revocabile sia pari alla differenza tra la massima esposizione del periodo e il saldo finale, al momento del fallimento.

In estrema sintesi questa è la situazione oggi, ante riforma (che entrerà in vigore l’1 settembre 2021, almeno per il momento), trascurando aspetti particolari di limitato impatto.

 

Dimostrazione pratica della prevalenza dell’art. 70 sull’art. 67 legge fallimentare

Diamo una dimostrazione grafica dell’assunto da noi sempre sostenuto, e cioè che gli importi revocabili ex art. 70 legge fallimentare (il cosiddetto “rientro”) sono in linea di massima inferiori o al massimo uguali di norma, mai superiori ai conteggi effettuati in base all’art. 67 legge fallimentare, qualsiasi sia l’impostazione data, tra quelle possibili.

Ciò comunque, con una evidente limitazione, qualora il rientro fosse consistente, se la percentuale di consistenza fosse determinata in una percentuale elevata (ad esempio 10%), ecco che rimesse superiori a tale entità parrebbero difficilmente esistenti, o comunque molto limitate, peraltro a fronte di un sicuro rientro, in astratto revocabile.

Questo è un aspetto, semplice e chiaro, che la dottrina non ha ancora fatto proprio.

Con l’applicazione pratica della normativa emerge però in tutta la sua evidenza e, se vogliamo, semplicità.

E questo aspetto si ripresenta necessariamente anche nella nuova riforma anche se, come sembra, in base alla bozza di correttivo nota, non si farà più riferimento alle rimesse consistenti, ma solo a quelle durevoli; invariata la struttura di calcolo delle rimesse revocabili, comunque.

Diamo anche una dimostrazione grafica.

Con la retta si uniscono i due saldi di riferimento dell’art. 70 legge fallimentare con il rientro determinato appunto come differenza tra saldo al momento del fallimento e la maggiore esposizione nel periodo di conoscenza dello stato di insolvenza.

Con la linea ondulata si illustra il saldo debitore che deriva dalla serie delle rimesse e degli addebiti.

Ovviamente la serie può essere più o meno mossa, ma nella sostanza l’andamento sarà sempre più o meno lo stesso.

Questo il grafico:

revocatoria delle rimesse bancarie

Ora, appare pacifico che il rientro ex art. 70 legge fallimentare è, nel caso specifico, di 50, dato dalla differenza tra -70 e -20.

Le rimesse che hanno ridotto l’esposizione in maniera consistente e durevole trovano riscontro nella linea curva.

Possono essere tutte o solo una parte delle rimesse, questo non è importante.

Ma ad ogni buon conto resta il fatto che la sommatoria dei movimenti è sempre sicuramente e necessariamente superiore al dislivello evidenziato dalla retta; ciò ovviamente salvo esclusioni sulla base di percentuali elevate di consistenza.

Pertanto sono da considerare tutte le linee che dal punto più…

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