Accertamento esecutivo, valido anche durante la sospensione

Con una interessante Risoluzione l’Amministrazione finanziaria ha chiarito il ruolo degli enti locali e dei soggetti affidatari della gestione delle loro entrate ai fini della notifica degli atti di accertamento esecutivo anche durante il periodo di emergenza sanitaria da Covid-19.
Alla luce di tale Risoluzione gli enti locali e i soggetti affidatari della gestione delle loro entrate, risultano legittimati alla notifica degli atti di accertamento esecutivo, anche durante il periodo di sospensione, dal momento che quest’ultimo riguarda esclusivamente la fase esecutiva.

accertamento esecutivo valido durante sospensioneAccertamento esecutivo e sospensione dei termini: normativa di riferimento

L’art. 67, comma 1, D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 n. 18 del 2020, ha previsto che, dall’8 maggio al 31 maggio 2020, fossero sospesi i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori quelli degli enti locali.

Sospesi nello stesso periodo anche i termini per fornire risposta alle istanze di interpello nonché i termini per la regolarizzazione delle medesime istanze di interpello.

Il Legislatore ha inteso non sospendere l’attività degli enti impositori ma prevedere soltanto la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza delle predette attività nel periodo individuato, facendo durare il decorso di tali termini per la medesima durata del periodo di sospensione.

 

Art. 68, comma 1, Decreto 18/2020: sospensione dei termini dei versamenti

L’art. 68, comma 1, del decreto n. 18/2020 dispone che sono sospesi i termini dei versamenti, con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, scadenti nel periodo dall’8 marzo al 31 agosto 2020, derivanti dalle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché degli avvisi di cui agli articoli 29 e 30, del D.L. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla L. 30 luglio 2010, n. 122.

Il successivo comma 2, stabilisce, inoltre, che la sospensione in discorso si applica anche alle ingiunzioni di cui al R.D. 14 aprile 1910, n. 639, emesse dagli enti territoriali, nonché agli atti di accertamento esecutivo di cui all’art. 1, comma 792, L. 27 dicembre 2019, n. 160.

A quanto precede, in virtù delle disposizioni dell’art. 12, D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, richiamato nel comma 1 dell’art. 68, l’agente della riscossione non procede nel periodo alla notifica delle cartelle di pagamento, come previsto dal comma 3 del medesimo art. 12.

E’ precisato, poi, che il comma 3 della norma in parola, stabilisce che il mancato ovvero insufficiente ovvero tardivo versamento, alle relative scadenze, da corrispondere nel 2020, delle definizioni non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se il debitore effettua il versamento integrale delle predette rate entro il termine del 10 dicembre 2020.

 

Accertamento esecutivo: disciplina

Costituiscono titoli esecutivi il ruolo e l’avviso di accertamento: il ruolo, sia per le imposte dirette che indirette, rappresenta un atto amministrativo di natura collettiva e si applica sia per la riscossione volontaria che coattiva, contenente l’elenco delle somme da riscuotere, mentre l’avviso di accertamento (dal 1° ottobre 2011) si ha per le imposte dirette, Irap ed Iva e contiene l’intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso, all’obbligo di pagamento degli importi stabiliti.

Il decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, all’art. 29 ha introdotto, infatti, l’efficacia esecutiva nell’accertamento, non essendo necessari l’iscrizione a ruolo né i correlati adempimenti che erano necessari per l’attivazione delle azioni esecutive e il pagamento avviene mediante Mod. F24.

Restano esclusi dalla nuova disciplina le liquidazioni ed i controlli formali ai sensi dell’ art. 36 bis, 36 ter Dpr. 600/73 e 54-bis Dpr 633/72, gli avvisi relativi all’imposta di registro ed agli altri tributi indiretti, gli importi dovuti a titolo di contributi e premi previdenziali ed assistenziali, gli atti di contestazione ex art. 16 d.lgs. 472/97 e i provvedimenti di autotutela parziale.

Son esclusi, inoltre, gli atti di adesione, non preceduti dai provvedimenti di adesione ai verbali di constatazione ex art. 5-bis d.lgs. 218/97 nonché ogni rideterminazione del credito erariale dipendente da circostanze diverse da quelle espressamente previste dalla norma (pagamenti rateali parziali su accertamento con adesione e conciliazione giudiziale)..

 

Le…

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