DL Rilancio: la liquidità arriva dal fisco con rimborsi al posto di compensazione tra crediti e debiti fiscali

Con la finalità di immettere liquidità nel sistema economico anche a favore delle famiglie il cd. Decreto Rilancio consente di effettuare, nel 2020, direttamente i rimborsi senza procedere all’eventuale compensazione con i debiti fiscali.
Procedure accelerate anche per i rimborsi fiscali; salta la regola per cui in presenza di un credito fiscale quest’ultimo è da compensare con un eventuale debito rappresentato da una cartella.
Stop all’obbligo, gravante sull’agente della riscossione, di chiedere ai contribuenti che presentano istanza di rimborso di compensare preventivamente il credito verso il Fisco con i debiti tributari iscritti a ruolo.
L’Agenzia deve, in definitiva, procedere, nel 2020, con celerità all’erogazione del rimborso sull’Iban del contribuente essendo sospesa la procedura di compensazione volontaria.

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Dato normativo. Procedura di compensazione volontaria

L’art. 28-ter del dpr. n.602/1973 (introdotto dal comma 12 dell’art. 2 del D.L. n. 262/2006) configura l’ipotesi del beneficiario di un rimborso d’imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate, il quale risulta contestualmente destinatario di iscrizioni a ruolo.

L’art. 28-ter del dpr. n.602/1973 detta una specifica procedura, che deve essere seguita qualora l’Amministrazione finanziaria intenda operare compensazione tra debiti e crediti di imposta del contribuente.

L’Agenzia delle Entrate, in tal caso, deve mettere a disposizione dell’agente della riscossione le somme da rimborsare, ed informarlo di ciò mediante una apposita segnalazione in via telematica.

L’agente della riscossione, a sua volta notifica[1] al creditore/debitore idonea proposta di compensazione, sospendendo l’azione di recupero per i ruoli non sanati ed invitandolo a pronunciarsi entro sessanta giorni.

La norma citata prevede che l’iniziativa sia assunta dall’Agenzia delle entrate che deve erogare un rimborso d’imposta.

L’Agenzia, verificato che il beneficiario è iscritto a ruolo, trasmette in via telematica apposita segnalazione all’agente della riscossione, che ha in carico il ruolo, mettendo a disposizione dello stesso le somme da rimborsare.

Ricevuta tale segnalazione, l’agente della riscossione sospende le azioni volte al recupero delle somme e notifica all’interessato una proposta di compensazione tra il credito d’imposta ed il debito iscritto a ruolo, sospendendo l’azione di recupero ed invitando il debitore a comunicare entro sessanta giorni se intende accettare tale proposta.

 

Proposta di compensazione: se il contribuente accetta

Se il contribuente accetta[2] la proposta dell’agente della riscossione, sarà quest’ultimo che «movimenterà» le somme messe a disposizione dall’Agenzia delle entrate, compensandole con i debiti iscritti a ruolo (le somme vengono, quindi, riversate all’ente creditore).

In tal caso, quindi, i due procedimenti amministrativi – rimborso ed iscrizione a ruolo – si estinguono.

 

Se il contribuente non accetta

Nel caso in cui, invece, il contribuente rifiuti la proposta (anche mediante silenzio-rifiuto), la riscossione coattiva riprende il proprio iter e l’agente della riscossione comunica in via telematica all’Agenzia delle entrate che non ha ottenuto l’adesione dell’interessato alla proposta di compensazione.

L’Agenzia, quindi, deve procedere all’erogazione del rimborso, secondo la consueta tempistica e procedura.

Perquanto concerne le somme iscritte a ruolo, si osserva che la compensazione può essere attivata solo per i rimborsi d’imposta derivanti da crediti gestiti dall’Agenzia delle entrate (si tratterà, quindi, di rimborsi in materia di IRPEF, IRES, IRAP, IVA, imposta di registro, ecc.).

Infatti, l’attivazione della procedura è di esclusiva competenza dell’Agenzia delle entrate e, quindi, non può essere applicata per rimborsi diversi da quelli che devono essere erogati dalla stessa Agenzia.

La procedura di compensazione può avere ad oggetto somme per le quali il contribuente abbia espressamente richiesto il rimborso.

Poiché la norma non contiene particolari limitazioni, la compensazione può essere proposta, con riferimento sia ai rimborsi richiesti in sede di dichiarazione annuale, sia ai rimborsi «extra-dichiarazione», come ad esempio quelli richiesti con istanza, anche informale.

Per rimborso «erogabile» non si intende la semplice istanza presentata o richiesta di rimborso avanzata in sede di dichiarazione annuale.

In sostanza, deve trattarsi di un credito d’imposta certo, liquido ed esigibile, per il quale, quindi, l’Ufficio ha sostanzialmente completato le procedure di verifica e controllo e non sussistono cause di sospensione del rimborso stesso (ad esempio, carichi pendenti, fermo amministrativo, ecc.).

Si pensi alla fase in cui, nei rimborsi IVA, l’Ufficio richiede il…

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