D.L Rilancio: cessione del bonus per installazione di colonnine per ricarica di veicoli elettrici

Il Decreto Rilancio introduce una agevolazione per quei soggetti che sostengano spese per l’installazione delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.
In questo contributo si esamina misura e funzionamento dell’agevolazione.

cessione bonus installazione colonnineCessione bonus per installazione colonnine per ricarica veicoli elettrici: premessa giuridica

In forza di quanto disposto dall’art. 121, comma 1, lett.f), del D.L. n. 34/2020, i soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici di cui all’art.16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 8 dell’articolo 119, del medesimo D.L. n. 34/2020 (norma che prevede che per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione di cui all’art. 16-ter sopra citato, è riconosciuta nella misura del 110 %, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, semprechè l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di relativi all’efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici), possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

  1. per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
     
  2. per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il successivo comma 3 dispone che il credito d’imposta è utilizzato anche in compensazione ai sensi dell’art.17 del D.Lgs.n.241/1997, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite.

Il credito d’imposta è usufruito con la stessa ripartizione in quote annuali con la quale sarebbe stata utilizzata la detrazione.

La quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso. Ai fini della compensazione non si applicano i limiti di importo ordinariamente previsti[1].

 

Le modalità di controllo

Il comma 4, dell’art. 121, del D.L. n. 34/2020 riconosce agli Uffici le attribuzioni e i poteri previsti dagli artt. 31 e seguenti del D.P.R. n. 600/73, norme che vanno dalla richiesta documenti alle indagini finanziarie.

La responsabilità dei fornitori e dei soggetti cessionari è limitata all’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto.

Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo gli Uffici procederanno, in base a criteri selettivi e tenendo anche conto della capacità operativa, alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta nei termini di cui all’art. 43 del D.P.R. n. 600/73[2] e all’art. 27, commi da 16 a 20, del D.L. n. 185/2008, conv., con modif. dalla L. n. 2/2009[3].

Il comma 5, dell’art.121, del D.L. n. 34/2020 prevede che, qualora sia accertata la mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui al comma 1, del medesimo art.121, del D.L. n. 34/2020.

L’importo è maggiorato degli interessi di cui all’art. 20 del D.P.R. n. 602/73, e delle sanzioni di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 471/97.

Il recupero dell’importo dovuto è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario, fermo restando, in presenza di concorso nella violazione, oltre all’applicazione dell’art.9, comma 1 del D.Lgs. n. 472/97, anche la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo e dei relativi interessi.

Con provvedimento del…

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