Società in house a cascata (tramite holding) per la gestione di farmacia comunale

di Roberto Camporesi

Pubblicato il 4 aprile 2020

Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della gestione di farmacia comunale affidata in house ad una società che a sua volta era indirettamente controllata dal comune per il tramite di una società sottoposta al medesimo controllo analogo.

Società in houseSocietà in house: il caso gestione in house della farmacia

Sentenza del Consiglio di Stato, sezione terza, n. 1564 del 30/01/2020

La vicenda trae origine dalla contestazione avanzata ad un Comune che ha deciso di affidare in house la gestione della propria farmacia ad una società, non detenuta in via diretta, ma controllata da una holding pluri partecipata da più comuni.

La partecipazione del Comune nella Holding, secondo i motivi adotti anche davanti al giudice di palazzo Spada, era di entità esigua e non consentiva di esercitare il controllo analogo sulla gestione della farmacia affidata alla società controllata: condizione essenziale per la legittima sussistenza del modello in house.

Va precisato che nel giudizio di secondo grado veniva abbandonata l’obiezione in base alla quale le gestioni delle farmacie comunali non erano inquadrabili fra i servizi di interesse generale di cui all’art. 4 comma 2 lett. a) del Tuspp.

Al riguardo era stato osservato che la gestione delle farmacie comunali può avvenire utilizzando i modelli di gestione tipici dei servizi pubblici locali (ancorché la gestione dalla farmacia comunale si atteggi a “gestione per conto” e non diretta di un servizio pubblico) oltre quelli propri della relativa disciplina di settore.

In questo senso:

La disciplina delle modalità di gestion